APPELLO PER LA COSTITUZIONE DI UN COMITATO PER LA REPUBBLICA PARLAMENTARE (POST 1)

Esprimiamo profonda preoccupazione per le modalità e soprattutto per le finalità, più o meno dichiarate, con cui il parlamento sta procedendo a riforme, Costituzionali e non, che riguardano la rappresentanza.

Riteniamo di dover riaffermare il carattere della nostra forma Costituzionale e cioè una democrazia rappresentativa parlamentare, in cui, per Costituzione, il potere esecutivo è emanazione del Parlamento, che è composto da rappresentanti del popolo, eletti a suffragio universale con voto “personale, eguale, libero e segreto”, senza vincolo di mandato.

Non possiamo che esprimere la nostra contrarietà a modifiche sostanziali dei principi sopra espressi, perpetrate in modo surrettizio, senza tener conto che l’impianto complessivo della nostra Costituzione è coerente con quei principi, che se messi in discussione provocano una dissoluzione della forma liberaldemocratica della Repubblica Italiana. Forma già largamente compromessa sia dall’involuzione preoccupante dei partiti politici ormai ridotti tutti a una burocrazia al servizio di un leader e dediti all’alterazione truffaldina del processo decisionale e delle designazioni elettorali; sia per la mancanza effettiva di garanzie contro la manipolazione dell’opinione pubblica: carenza di vera pluralità dell’informazione, monopolio governativo della tv pubblica, mancanza di pari condizioni in campagna elettorale e di norme sul conflitto di interesse.

Purtroppo, dopo la bocciatura da parte dei cittadini e della Corte costituzionale delle riforme istituzionali  e delle leggi elettorali dei governi Berlusconi e Renzi, sull’onda della demagogia antistituzionale è tornato a prendere vigore l’ideologia antidemocratica. Il taglio dei parlamentari, così fatto e motivato, è solo uno sprezzo del Parlamento e della sua funzione.

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“MAFIA CAPITALE” NON ESISTE MA ORA, PER FAVORE TOGLIETECI I MAFIOSI DALLA CAPITALE

di  andrea costa, Presidente Comitato Roma 150

La Suprema Corte si è definitivamente pronunciata. Nello specifico dei casi esaminati, la banda Buzzi-Carminati non configura il 416 bis, e dunque non esiste la “quinta Mafia” italiana, caldeggiata soprattutto dalla grande stampa del Nord, ansiosa di “antropologizzare“ (dopo averla anche storicizzata) la sua atavica idiosincrasia per la Capitale e per i romani.
Si badi bene: NESSUNO SI SOGNI DI NEGARE L’ESISTENZA DELLE MAFIE A ROMA. A ROMA COME A MILANO. Città, parliamo del capoluogo meneghino, che considerata l’esigua estensione territoriale e l’elevata densità desterebbe, e non da oggi, ben più gravi allarmi. Di mafie, dicevamo, le cronache giudiziarie sono piene. Da quelle nostrane (mafia siciliana, ndrangheta, camorra) a quelle straniere cinesi, albanesi e, finalmente riconosciute, quelle nigeriana e Sinti. Mafie d‘importazione, orgogliose della loro specificità, riconoscibili, capaci di condizionare persino tipicità culinarie romane (ma da quando avete mai sentito i supplì alla N’duja?). Mafie la cui ”solare” esistenza nella città, anche in luoghi prossimi al potere, ci fa chiedere molte volte, scuorati, che lavoro svolga esattamente quella Direzione Investigativa Antimafia che ha la sua sede proprio nel centro di Roma, in Via Giulia.

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USCITO IL N. 50 DI “NONMOLLARE” – SCARICABILE GRATIS QUI E ANCHE SUL FATTO ONLINE

per scaricare il pdf clicca qui.     Oppure anche qui: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/10/22/parlamento-contro-le-riforme-ecco-lappello-per-un-comitato-per-la-repubblica-parlamentare/5527086/

Sommario
appello
3. critica liberale, appello per la costituzione di un comitato per la repubblica parlamentare
cosmopolis
4. paolo ragazzi, il doppio tradimento di trump
cosmopolis – nota quacchera
5. gianmarco pondrano altavilla, rule britannia
utopie ben temperate
7. riccardo mastrorillo, inventare un nuovo strumento di pagamento
la biscondola
8. paolo bagnoli, salvo disaccordi
res publica
9. enzo palumbo, la frittata è fatta!
la vita buona
13. valerio pocar, voto ai sedicenni? ragioniamo (senza demagogia)
18. comitato di direzione
18. hanno collaborato
5-6-15. bêtise
12. ahi serva stampa!
 

CONTRO L’AGGRESSIONE DEL DITTATORE TURCO

del movimento europeo in italia

Il Movimento europeo in Italia condanna l’offensiva ingiustificata e ingiustificabile della Turchia nel territorio Nord-Orientale della Siria che ha già provocato molte vittime civili nelle popolazioni kurda e araba già duramente provate da anni di conflitto nella regione.

L’offensiva turca è stata lanciata non per difendersi da attacchi terroristici ma per contrastare le legittime aspirazioni del popolo kurdo nell’affermazione di una propria autonomia nella regione e nel riconoscimento dei propri diritti.

Ci attendiamo in questo quadro che l’Unione europea abbandoni il suo assordante silenzio e assuma una posizione inequivocabile nella difesa di queste legittime aspirazioni.

L’offensiva turca è una palese e inaccettabile violazione dello Statuto delle Nazioni Unite e del diritto internazionale così come sono inaccettabili i ricatti del governo turco sui rifugiati siriani detenuti sul suo territorio.

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SCIOPERO FAME PER EVASIONE FISCALE

di carlo troilo

L’evasione fiscale è da sempre uno dei temi che più mi fanno inferocire.

Mi ero moderatamente illuso visto che sia Conte sia Di Maio non si sono limitati alle solite promesse generiche sulla “lotta all’evasione” ma hanno infranto quello che sembrava fino ad oggi un tabu (1), promettendo il carcere per i grandi evasori: una promessa che non solo non è stata tradotta – come necessario –   in iniziative legislative, ma è stata contraddetta da quanto si sa finora sulla manovra.   Dai dati forniti finora sarebbe previsto il recupero di 7,2 miliardi sui 109 dichiarati dal governo (2): una cifra del tutto inadeguata eppure non facile  da raggiungere con i mezzi consueti se si pensa che l’anno scorso sono stati recuperati – sempre sui 109 miliardi – solo 370 milioni.

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DOMICILIARI

Non si era mai visto un successo così repentino e clamoroso di un quotidiano. Il Direttore Sansonetti (quello che voleva Berlusconi al Quirinale) aveva preannunciato che la battaglia principale del suo nuovo “Riformista” era per l’abolizione del carcere. Detto fatto. Dopo 48 ore il suo editore è stato arrestato , ma niente carcere. Grazie all’autorevolezza del “Riformista” di Sansonetti è stato mandato ai “domiciliari”.

la lepre marzolina – 31 ottobre 2019