IL RIFORMISTA, IL GIORNALE DEGLI ZOMBIE

Il duo renzian-destrorso Sansonetti & Bergamini, hanno fatto uscire il primo numero del quotidiano “Il Riformista” con 4 giorni di anticipo. Il giorno ideale per il debutto sarebbe stato il 2 novembre, il giorno dei morti. Già la testata è mortifera: ha alle sue spalle una serie di fallimenti inesorabili in cui si sono prodotti ex comunisti di destra, orfani di Stalin, approdati inesorabilmente sulla Rive Droite. Ora nuovo tentativo, al servizio di Alfredo Romeo del giro di papà Renzi. Che se ne potrà occupare molto , dato che è agli arresti domiciliari per corruzione e altro…

Questo nuovo esperimento è ancora più osceno dei precedenti. Sansonetti da giovane era un bravo cronista parlamentare dell’”Unità”. Lo posso testimoniare io stesso. Faceva il suo mestiere con grande serietà. Poi ha imboccato una deriva che lo ha portato all’oggi. Ma si sa, gli ex comunisti passano a destra con estrema facilità. Noi sappiamo anche il perché. Con questo foglio l’ex direttore di “Liberazione”, organo ufficiale di Rifondazione comunista, tocca il fondo. Più giù non potrà andare. Fa una certa impressione vederlo in compagnia con la lady messa da Berlusconi in Rai come cane da guardia per realizzare il duopolio perfetto Raiset  dedito alla promozione quotidiana del berlusconismo imperante.

E adesso si è messo a collezionare “cadaveri viventi” da film horror, alcuni ancora con vecchie gabbane già rigirate più volte, altri con travestimenti nuovi: si va da Paolo Guzzanti («dal mondo liquido emergono piccole isole rocciose: Renzi…») a Fabrizio Cicchitto (non ci crederete, proprio lui, quello della P2, il socialista braccio armato del Ventennio di Arcore e poi disperso nelle nebbie del sottobosco politico, che ora – data la sua esperienza – si mette a dare consigli politici al Pd); da Giovanni Minoli a Davide Giacalone, reduce dalla tangentopoli del partito repubblicano ed editorialista di “Libero”; da Fausto Bertinotti, rifondarolo redento da Comunione e liberazione ai soliti radicali. Raccomandiamo ai Direttori di non farsi sfuggire Previti come cronista giudiziario, nonché Catiuscia Marini come esperta in Sanità. Invece sconsiglierei loro di assoldare  Giovanna Maria Maglie, per via delle note spese.

Dall’edicola viene finalmente un’aria nuova che ci riporta alla nostra gioventù. Il neo “Riformista” ritorna ad essere il portavoce di quei paleocomunisti e paleosocialisti molto cinici e molto trasformisti che ora ripongono ogni loro speranza nel Renzi l’Avventuriero per ridare una boccata di ossigeno ai rottami del fu berlusconismo.   

Ma non è tutta immondizia quella che si può leggere nel primo numero. Ci sono due novità che segneranno una pietra miliare nella storia del giornalismo mondiale.

La prima consiste nel destinare due terzi della prima pagina e tutta la seconda alla politica raccontata in forma di fotoromanzo. Così diventa più digeribile dalla gggente. Dovendo fare concorrenza ai tre principali giornali-spazzatura della destra sia in faziosità sia in servilismo, il duo Sansonetti &Bergamini (1) si è inventato un’inedita formula: la piaggeria spudorata alla “Grand Hotel”.  Ingegnoso: dopotutto è preferibile lo slurp per domestiche e parioline renziane che il quotidiano turpiloquio alla Feltri.

La seconda non è meno importante. Abbiamo la ricomparsa di Tiziana Maiolo che, per fare pubblicità al rieccolo avvocato Carlo Taormina, approfitta del caso Yara, per creare un nuovo metodo d’inchiesta giornalistica. La riportiamo in gran parte perché sia d’insegnamento ai giovani che si affacciano alla professione. Maiolo: «Se si andasse a bussare casa per casa, cioè si facesse un referendum sul muratore di Mapello, il 90 per cento dei cittadini giurerebbe sulla sua innocenza e del restante dieci, nove avrebbero dei dubbi e solo l’uno per cento avrebbe la certezza granitica del fatto che Massimo Bossetti abbia assassinato con modalità singolari una bambina di 13 anni, Yara Gambirasio. Questo uno per cento comprende un certo numero di giudici togati e popolari che, nei tre gradi di giudizio, hanno condannato Bossetti all’ergastolo. È un fenomeno che non succede spesso, di vedere l’opinione pubblica così massicciamente convinta che un uomo condannato per un delitto atroce sia innocente». Adesso, si sa, va di moda il censimento “fatto in casa”, come fa il Rousseau. Maiolo lo ha perfezionato inventando il «casa per casa». E ne ha tratto delle percentuali assolutamente certe. E che dire dei giudici che per pigrizia si sono accontentati del DNA del condannato sui vestiti della vittima, invece di girare l’Italia e «bussare casa per casa»… Per risolvere i problemi dell’intero sistema giudiziario basterebbe adottare il metodo scientifico di Maiolo: per avere la certezza dell’innocenza o la colpevolezza dell’imputato sarebbe sufficiente sostituire i tre gradi di giudizio con il “referendum” dei cittadini. Referendum rigorosamente condotto da Tiziana Maiolo in giro per l’Italia. Tenuta per mano da Taormina. (2)

NOTE

  • Per favore, non avvertite Alberto Bergamini (Direttore del “Giornale d’Italia” negli anni ‘20, uno dei massimi giornalisti del Novecento italiano, che chiuse il suo giornale per non piegarsi a Mussolini e votò contro il Concordato fascista), che una col suo cognome, una deputata berlusconiana coinvolta in Rai dallo scandalo della struttura Delta, gli ha rubato il primo posto su Wikipedia.  
  • Per carità di patria non citiamo la collaborazione di Corrado Ocone, apostata dal crocianesimo, che dopo aver scritto sui giornali-spazzatura del berlusconismo sembra così voler rifluire in modo spericolato dal sovranismo alla Klaus al minestrone renziano. Ma non critichiamolo troppo, già si fa del male da solo scrivendo sulla stessa pagina di Bertinotti, prototipo dell’illiberalismo più ottuso.

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