UN SACCO FEMMINISTA

«Mi è piaciuta la scelta di Maria Elena Boschi come capogruppo. Una donna giovane che riveste un ruolo di guida in Italia viva. Questa leadership femminile mi piace e mi fa pensare che ci sia uno spazio di maggior agibilità in un progetto che sa apprezzare il valore delle donne». In Liberi e Uguali, dunque, le donne non venivano valorizzate? «Non voglio dire questo, ma Boschi è donna, Federico Fornaro (capogruppo Leu alla Camera) è uomo. Eppoi Fornaro sarà un bell’ uomo, ma la bellezza della Boschi non ha eguali». Riportiamo qui l’essenziale del Trattato di scienza della politica scritto  in questi giorni da Giuseppina Occhionero, già bersaniana e ora , con queste motivazioni che mostrano con evidenza le ragioni profonde della transumanza, passata da Leu (forza composta soprattutto da scissionisti del Pd per il contrasto con Renzi) proprio nel neo partitino renziano. In un’altra dichiarazione la voltagabbana molisana prende persino per i fondelli i cittadini che l’hanno votata sottolineando la sua «coerenza» politica.

Perché diamo spazio a questo minuscolo ma scandaloso episodio di sfacciato, quasi inverosimile, trasformismo? Perché è un’ulteriore prova  che le ragioni politiche, persino storiche, del disastro politico del nostro paese sono molteplici e radicate, ma non è da sottovalutare la mediocrità (in questo caso persino un’ineguagliabile scemenza furbetta) di buona parte della classe politica.

La responsabilità è soprattutto delle regole di sciagurate leggi elettorali che hanno slegato i parlamentari da ogni legame col proprio territorio, o mettendoli nelle mani dei propri leader che li nominano o rendendoli volatili perché non devono rendere conto agli elettori.

Giuseppina Occhionero, affascinata dal femminismo di Italia viva, in questo anno e mezzo deve aver frequentato ben poco il Parlamento perché ha motivato la sua scelta con la nomina di una donna a capogruppo del suo nuovo partito. È un vero peccato, perché Occhionero poteva essere ancora più coerente col suo  rivendicato “femminismo”, visto – anche se lei non se ne è accorta –  che Forza Italia ha come capigruppo in Parlamento non una ma ben due donne. Anch’esse più belle del povero Fornaro. E non dimentichiamo l’interesse sempre mostrato dal Fondatore per «il valore delle donne» nella sua vita privata. E poi perché non si è informata meglio da qualche usciere della Camera? Così avrebbe saputo che inseguendo «un progetto che sa apprezzare il valore delle donne» avrebbe potuto dimostrare una ben maggiore coerenza approdando in Fratelli d’Italia, che hanno una femministissima come la Meloni addirittura  Segretaria politica.

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