SCIOPERO FAME PER EVASIONE FISCALE

di carlo troilo

L’evasione fiscale è da sempre uno dei temi che più mi fanno inferocire.

Mi ero moderatamente illuso visto che sia Conte sia Di Maio non si sono limitati alle solite promesse generiche sulla “lotta all’evasione” ma hanno infranto quello che sembrava fino ad oggi un tabu (1), promettendo il carcere per i grandi evasori: una promessa che non solo non è stata tradotta – come necessario –   in iniziative legislative, ma è stata contraddetta da quanto si sa finora sulla manovra.   Dai dati forniti finora sarebbe previsto il recupero di 7,2 miliardi sui 109 dichiarati dal governo (2): una cifra del tutto inadeguata eppure non facile  da raggiungere con i mezzi consueti se si pensa che l’anno scorso sono stati recuperati – sempre sui 109 miliardi – solo 370 milioni.

E’ necessario ricordare che l’evasione – per la quale siamo  primi in Europa e terzi nel mondo, dopo Turchia e Messico  – non solo è uno del reati economici più deplorevoli (Robin Hood alla rovescia, che rubano ai contribuenti poveri)  ma è certamente il più grave per la sue conseguenze economiche.   Basti dire che recuperando  anche solo un terzo della evasione, si disporrebbe di 50 miliardi l’anno, con i quali risolvere gran parte dei problemi economici e sociali di un Paese che ha 4 milioni di disoccupati, 4 milioni di poveri (fra cui un milione di bambini), tre milioni di disabili, per lo più murati in casa dalle tante barriere architettoniche, un milioni di malati di Alzheimer, abbandonati alle cure dei familiari, un numero indefinito di immigrati irregolari che elemosinano nelle strade.

Eppure, il carcere per i grandi evasori è previsto nella grande maggioranza dei Paesi democratici: con il risultato che i detenuti per reati fiscali sono 155 in Italia, 8.500 in Germania e 12.000 negli USA (sono dati, anche se non recentissimi, dello Institut de Droit Penal di Bruxelles). E alcuni Paesi europei hanno anche adottato la “gogna fiscale” (il Governo pubblica sui maggiori giornali l’elenco dei maggiori evasori finiti in carcere, con nome e cognome, professione, entità della evasione, anni di carcere comminati).

Per tutte queste ragioni ritengo sia necessario ricorrere, per l’evasione, a manifestazioni pubbliche di protesta, che alla fine (come si è visto per tutte le faticose conquiste in materia di diritti civili) ottengono qualche risultato. 

Penso di iniziare con una   manifestazione nella prima metà di novembre, da solo o accompagnato da qualche amico.

Ci sono candidature a partecipare?  

3 novembre 2019

NOTE

1)  C’è anche una componente di “garantismo” in questo caso del tutto ingiustificata, visto  che nel nostro codice penale ci sono decine di reati fiscali per ognuno dei quali sono previste pene varie, e il carcere nei casi più gravi.

2)  Niente è più ballerino dei dati sulla evasione fiscale. Facendo una media fra  varie fonti qualificate, penso che 150 miliardi siano una cifra più vicina alla realtà. 

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