UNA FOTO, MILLE PAROLE

di giovanni vetritto

Per i federalisti, per chi non rinuncia a una ambiziosa e coerente battaglia di idee per il rilancio del processo di integrazione europea, da ormai troppi anni mancano ragioni di ottimismo, spesso mancano anche le parole.

Poi un  giorno, una giovane studiosa manda una foto che vale come benzina nel motore, come iniezione di ottimismo, come impegno a non arrendersi.

Una foto, tre donne,

un concertato di ambizione politica, cultura liberaldemocratica, coraggioso impegno di genere, visione strategica di lungo periodo, assunzione di responsabilità, risultati concreti. Una foto, tre donne, tre sorrisi sicuri e sereni, dai quali traspaiono assertività, personalità, ottimismo.

Fausta Deshormes La Valle, giornalista, funzionaria della Commissione, fondatrice del periodico “Donne d’Europa”, vera paladina della parità dei diritti nell’Unione. Gianna Radiconcini, anche lei giornalista, inflessibile lamalfiana e azionista, amica e seguace di Spinelli ed europeista ancora oggi vivace e combattiva. Beatrice Rangoni Machiavelli, giornalista a sua volta, braccio destro di Giovanni Malagodi, presidente del Comitato Economico e Sociale dell’UE dal 1998, patron dell’internazionale liberale, guida e riferimento imprescindibile per questa Fondazione.

Guardiamo questa foto e pensiamo a quanti ostacoli la loro idea d’Europa ha dovuto superare. Noi abbiamo a vedercela con Macron, loro si son dovute misurare con De Gaulle. Noi dobbiamo fronteggiare una Brexit forse ancora reversibile, loro hanno dovuto smontare lo sdegnoso sussiego di una Gran Bretagna altra ed estranea. Noi dobbiamo pazientemente far fronte al sovranismo rinascente, ma non trionfante, nell’Est, il loro Est era il totalitarismo comunista, erano le fucilate dei Vopos dal Muro. Noi possiamo ancora impedire che il regime di Orban diventi schietta dittatura, nel loro tempo la Grecia era scopertamente in mano ai Colonnelli. Noi dobbiamo sconfiggere le logiche intergovernative a favore di un funzionalismo ambizioso che proprio loro e persone come loro seppero inventare e imporre fino agli anni coinvolgenti dell’Atto unico e del rilancio europeista.

Anni ben più duri, i loro, e speranze certo meno fondate, dunque. Eppure guardiamo quei volti. Traspare una certezza nel proprio ruolo, nelle proprie idee, nelle proprie battaglie, una serenità che oggi ci concediamo a stento. Forse è proprio questo che rende i nostri anni tanto meno entusiasmanti e vincenti rispetto ai loro.

Grazie Maria Pia Di Donno per questa foto. Vale più di mille parole. Ripartiamo da quei sorrisi.

ERRATA CORRIGE: 

Errata corrige

L’amica Maria Pia Di Nonno e alcune femministe mi segnalano un imperdonabile errore in questo post: nella foto, il terzetto di Beatrice Rangoni Machiavelli e Fausta Deshormes è completato non da Gianna Radiconcini ma da Anna Maria Di Pietro, che della Radiconcini raccolse il testimone. Me ne scuso con entrambe; il senso di quanto scritto però non  cambia se non in senso accrescitivo: si dimostra quanto grande e di quanto spessore sia stata in quei decenni la pattuglia delle donne italiane che hanno contribuito a fare l’Europa.  Un sorriso in più, una spinta ancora.

Un commento su “UNA FOTO, MILLE PAROLE”

  1. In questa€pa chi ci ha reso €pei non ci ha chiesto se eravamo d’accordo . il rapporto lira/marco mi sembra sia cambiato e coloro che predicano bene “bisogna salvare vite umane in mare ” poi hanno deciso che le RISORSE devono essere un patrimonio solo per noi italiani . Te li scarico e te li tieni !!!

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