LA COMMON LAW ALL’AMATRICIANA

di riccardo mastrorillo

Il 16 e 17 aprile sono state presentate le liste alle Elezioni Europee, la normativa prevede che siano necessarie, per la presentazione, 30.000 firme per ogni Circoscrizione Elettorale “almeno il 10% del predetto numero minimo (corrispondente ad almeno 3.000 elettori) deve risultare iscritto nelle liste elettorali di ognuna delle regioni che fa parte della circoscrizione, pena la nullità della lista”, questo significa, in particolare per la Regione Valle D’Aosta, che bisogna raccogliere un numero di firme pari al 6,46% dei voti validamente espressi nella precedente tornata elettorale. Continua la lettura di LA COMMON LAW ALL’AMATRICIANA

VITE PARALLELE: LA FIGURACCIA DI SALVINI

di michela murgia

La scrittrice Michela Murgia risponde alle offese di Matteo Salvini con il gioco della “sinossi dei curriculum”. RIPRENDIAMO IL TESTO DA REPUBBLICA.IT

L’autrice di “Accabadora” ricorda quando era studente lavoratrice, poi insegnante precaria, operaia in una centrale termoelettrica e ancora cameriera d’albergo e infine operatrice di un call center prima di arrivare ai successi editoriali. “Lei invece, signor ministro?”

18 aprile 2019

Michela Murgia risponde per le rime all’ennesimo tweet offensivo di Matteo Salvini che ha definito la scrittrice, autrice del bestseller “Accabadora” e vincitrice dei premi Campiello, Dessì e SuperMondello, una “intellettuale radical chic e snob”. Murgia replica al ministro dell’Interno con un lungo post su Facebook proponendogli un gioco, la “sinossi dei curriculum”.

“Nel ’91, anno in cui mi diplomavo come perito aziendale – esordisce la scrittrice – mi pagavo l’ultimo anno di studi lavorando come cameriera stagionale in una pizzeria. Purtroppo feci quasi due mesi di assenza perché la domenica finivo di lavorare troppo tardi e il lunedì mattina non sempre riuscivo ad alzarmi in tempo per prendere l’autobus alle 6,30 per andare a scuola. A causa di quelle assenze, alla maturità presi 58/60esimi”.

Ed ecco il passaggio successivo del gioco: “Nel ’92, mentre lavoravo in una società di assicurazioni per sostenermi gli studi all’istituto di scienze religiose, lei prendeva 48/60 alla maturità classica in uno dei licei di Milano frequentati dai figli della buona borghesia. Sono contenta che non abbia dovuto lavorare per finire il liceo. Nessuno dovrebbe. Nel ’93 iniziavo a insegnare nelle scuole da precaria, lavoro che ho fatto per sei anni. Nel frattempo lei veniva eletto consigliere comunale a Milano e iniziava la carriera di dirigente nella Lega Nord, diventando segretario cittadino e poi segretario provinciale. Non avendo mai svolto altra attività lavorativa, è lecito supporre che la pagasse il partito. Chissà se prendeva quanto me, che allora guadagnavo 900 mila lire al mese”.

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USCITO IL N. 40 DI “NONMOLLARE” – SCARICABILE GRATIS QUI –

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Sommario

la vita buona
5. valerio pocar, dalla famiglia “naturale”
al femminicidio?
la biscondola
7. paolo bagnoli, la perdita di senso morale
nota quacchera
8. gianmarco pondrano altavilla, un’asfissiante cappa di oblio
lo spaccio delle idee
9. paolo ragazzi, transumani e trogloditi
gli stati uniti d’europa
11. daniela colombo, fausta deshormes – un’amicizia continuata a distanza
memorandum
14. matteo salvini, il golpe leghista: ai cittadini lo diremo a cose fatte
15. comitato di direzione
15. hanno collaborato
6-7-14. bêtise
8. ahi serva stampa
 

Libertà per #Nasrin – avvocata iraniana condannata a 33 anni di carcere e 148 frustate

Libertà per #Nasrin – avvocata iraniana condannata a 33 anni di carcere e 148 frustate.

Nasrin Sotoudeh è un’avvocata iraniana, attivista per i diritti umani che è stata condannata a 33 anni di carcere e 148 frustrate dalla giustizia di Teheran. Nasrin era già stata condannata a 38 anni di prigione nel settembre del 2018 e si trova rinchiusa in condizioni durissime nel carcere di Evin.

Che colpa ha Nasrin?

Quella di essersi battuta contro l’applicazione di una norma del codice penale iraniano in base alla quale si impedisce di nominare un avvocato di fiducia alle persone imputate di reati tra cui quelli contro la sicurezza nazionale.

Nel 2012 Narin ha vinto il Premio Sakharov per la libertà di pensiero.

Dal 13 giugno 2018 si trova rinchiusa nel carcere di Evin.

L’ultima condanna arriva dopo un processo che si è tenuto in contumacia poiché Narsin – in base a quanto detto dal marito – si è rifiutata di presentarsi in aula perché le era stato negato il diritto alla scelta dell’avvocato.

Chiediamo al Governo italiano e alle istituzioni europee che si attivino prontamente con le autorità iraniane per chiedere la liberazione immediata di Nasrin.