Le congiunzioni astrali

riccardo mastrorillo

Non vogliamo e non possiamo parlare delle pesantissime accuse per le quali il Presidente dell’assemblea di Roma Capitale è stato condotto in carcere, con una misura cautelare che comunque e sempre abbiamo considerato e consideriamo eccessiva. Attenderemo fiduciosi l’esito dell’inchiesta e la conclusione dei processi prima di fare considerazioni o commenti sulle eventuali responsabilità penali a cui potrebbe essere chiamato Marcello De Vito. Siamo e restiamo garantisti ed infatti vogliamo parlare d’altro.

Luigi Di Maio questa mattina ha annunciato l’espulsione dell’indagato dal movimento “Marcello De Vito è fuori dal Movimento 5 Stelle. Mi assumo io la responsabilità di questa decisione, come capo politico, e l’ho già comunicata ai probiviri. Non è una questione di garantismo o giustizialismo, è una questione di responsabilità politica e morale: è evidente che anche solo essere arrivati a questo, essersi presumibilmente avvicinati a certe dinamiche, per un eletto del Movimento, è inaccettabile” Continua la lettura di Le congiunzioni astrali

LA FUGA DEI 5STELLE DALLA COERENZA

Occasionata o programmata che sia, la vicenda della nave Jonio pone i senatori che votano sull’autorizzazione a processare Salvini per il sequestro di 177 persone sulla nave italiana Diciotti  davanti alla scelta ineludibile se usare e negare la dignità umana o rispettarla sempre e comunque . Qui si vede il vero valore dei senatori o il loro squallore. Non c’è piattaforma Rousseau o fuga pilatesca dalla domanda in stile Conte, falso  democristiano, che tenga.

“DIVERSAMENTE RENZIANO”

“L’Italia non funziona anche per colpa dei No al referendum” : così Zingaretti , mostrando  tutta la sua approssimazione, coglie almeno  3 risultati:

1. Intestare a se stesso neosegretario del Pd la pesante sconfitta del referendum del 4 dicembre 2016 che segnò la fine politica di Renzi;

2. Offendere, non rispettandolo e mostrando di non aver compreso la lezione, i milioni di donne e uomini, moltissimi di centro sinistra, che a stragrande maggioranza hanno irreversibilmente bocciato con il No la strampalata e poco democratica riforma Renzi/Boschi;

3 .Allontanare dal suo partito che sbandiera il verbo “includere” e la parola “plurale” moltissime persone anche ben disposte, molte delle quali lo hanno votato alle recenti primarie. Complimenti !

LA DEMOCRAZIA DEI GRUPPUSCOLI E DEI NOMINATI

Il vecchio e indefesso costume della  partitocrazia grande e minuscola di presentare liste di pseudocandidati ben poco candidi dopo oscurate riunioni in segrete stanze accessibili dai soliti noti in realtà ignoti agli elettori facendo trovare nelle urne un lenzuolino prefabbricato continua . Allontanando dalla politica quasi tutti se non la clientela di turno mentre i media si fanno strumenti di queste manipolazioni in cui merito passione competenza abnegazione rappresentatività empatia non contano nulla .

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ASSALTO AL PALAZZO DEI NORMANNI

Dovrà intervenire urgentemente Salvini, ministro degli Interni travestito questa volta da pupo siciliano. In Sicilia siamo alla vigilia di una vera rivolta. Il vicerè di Berlusconi, Micciché, presidente dell’assemblea regionale, ha assunto temerariamente una posizione radicalmente contraria alla maggioranza di centro destra. Ha osato dire: «Non sono disponibile a tagliare i vitalizi dei deputati regionali come ha fatto Fico alla Camera». E si fosse fermato qui… Presupponendo una resistenza a oltranza dei consiglieri regionali (pardon, deputati regionali) ha continuato con una vera e propria sfida: «Se l’Ars [Assemblea Regionale Siciliana] ritiene di fare così mi sfiduci». Un gesto così ardito non si vedeva dallo sbarco di Garibaldi. Le conseguenze saranno disastrose. Ovviamente la sfiducia a Miccichè è più che sicura. Fonti ben informate dicono che anzi è imminente un assalto armato a Palazzo dei Normanni: i deputati sono intenzionati ad usare persino la forza pur di abbattere i loro privilegi. La parola d’ordine è una sola: “VOGLIAMO ASSOLUTAMENTE TAGLIARCI I VITALIZI”. “ANZI, CI VOGLIAMO DIMINUIRE IL NOSTRO SCANDALOSO STIPENDIO”. Refrattari da sempre alle loro prerogative, i deputati regionali sono davvero infuriati contro il presidente dell’Assemblea. Ma che gli è venuto in mente a Micciché di gettare dalla finestra la sua straordinaria carriera politica. Eppure lo capiamo. Al primo posto deve restare sempre il nobile principio della difesa dei vitalizi. Anche a costo di mettersi contro coloro che sono costretti ad incassarli.

NO ALL’INDIFFERENZA SULL’ATTACCO AI DIRITTI CIVILI

No all’indifferenza sull’attacco ai diritti civili
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Possono rimanere indifferenti – Giornate della laicità e Iniziativa Laica – al clima che si è instaurato nel nostro Paese? Un Paese pervaso da paura e rancore; da razzismo e attacchi ai diritti civili e di libertà; dalla criminalizzazione dell’immigrazione accompagnata da odio e disprezzo verso il volontariato che si impegna per il salvataggio di vite umane e l’accoglienza; dal risorgere di culture patriarcali, misogine, sessuofobe, come pure da una servile obbedienza di parte consistente del popolo italiano al despota di turno.

No. Non possiamo essere indifferenti. E questo per i valori che ci ispirano: per la difesa e applicazione della nostra Carta costituzionale, frutto della Resistenza e della lotta antifascista; per le conquiste politiche, sociali e culturali da cui sono scaturiti gli apporti ideali che in una storia plurisecolare hanno plasmato la vita collettiva di noi europei.

Ci riferiamo non soltanto ai valori per i quali siamo nati (laicità, autodeterminazione, libertà di scelta, diritti civili e di libertà), ma anche ai principi, improntati alle leggi dell’umanità, delle Carte europee e della nostra Carta costituzionale: diritti umani, uguaglianza, democrazia, costituzionalismo, razionalismo, pluralismo. Costituzione italiana la cui concreta applicazione, peraltro, dovrebbe essere il vessillo principale delle forze che intendono contrastare le incombenti derive autoritarie, il sovranismo, la xenofobia del nostro paese.

Per questo condividiamo e abbiamo aderito a varie iniziative che denunciano l’attuale situazione come particolarmente pericolosa e foriera di sviluppi ancora peggiori, e conseguentemente invitano la cittadinanza alla mobilitazione. Abbiamo aderito alla manifestazione reggiana “Italia che Resiste”; al ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto “sicurezza” di vari Presidenti di Regione e la disobbedienza civile di importanti Sindaci; alla manifestazione sindacale nazionale indetta per il 9 febbraio; all’appello di People “Prima le persone” promosso da numerosissime e importanti associazioni del volontariato per una manifestazione nazionale il 2 marzo a Milano. E abbiamo condiviso anche la presa di posizione dello scrittore Andrea Camilleri “Non in mio nome”, così come la splendida dichiarazione dello studente nel corso della recente visita al campo di sterminio di Auschwitz.

Si tratta di eccessivo allarmismo? Pensiamo di no.

Perché siamo preoccupati dagli eserciti di haters scatenati in rete e pronti ad insultare e deridere chiunque richiama l’umanità calpestata.

Perché siamo preoccupati per quanto emerge dalle indagini di Ilvo Diamanti, secondo cui “Per il 58% serve un uomo solo al comando. Gli italiani vogliono il leader forte e piace la democrazia senza partiti”. Ma anche che “In Italia il 35% degli elettori sono d’accordo” con i porti chiusi.

Perché è realistico quanto sostiene il sociologo Domenico De Masi nel recente articolo dal titolo “La sinistra va lentissima, e invece la Lega corre, l’Italia è a rischio Brasile”. Dove sostiene che il leghista (personalità autoritaria con manie di machismo e dall’amore infantile per le divise) si è mangiato il M5S, cita apertamente il linguaggio fascista (‘molti nemici, molto onore’) e presto prenderà Palazzo Chigi.

Perché siamo convinti che occorra mobilitarsi – che siano necessari un “patto per l’alternativa e una costituente popolare” proposti da alcune forze – per restituire coraggio e determinazione a quella grande fetta di paese che vuole una società aperta accogliente e solidale.