LA DEMOCRAZIA DEI GRUPPUSCOLI E DEI NOMINATI

Il vecchio e indefesso costume della  partitocrazia grande e minuscola di presentare liste di pseudocandidati ben poco candidi dopo oscurate riunioni in segrete stanze accessibili dai soliti noti in realtà ignoti agli elettori facendo trovare nelle urne un lenzuolino prefabbricato continua . Allontanando dalla politica quasi tutti se non la clientela di turno mentre i media si fanno strumenti di queste manipolazioni in cui merito passione competenza abnegazione rappresentatività empatia non contano nulla .

Esemplari sono i 4 se non 5 o 6  “partiti” di centrosinistra o sinistra- sinistra o ultrasinistra. Oltre alle oscure manovre all’interno della nomenklatura zoppa del pd ove Renzi la fa forse  da padrone in virtù dei parlamentari da lui nominati col rosatellum e Zingaretti non sa che fare e che pesci prendere, mentre Calenda brandisce una spada in realtà poco tagliente se non  inesistente,  per separare i buoni cominciando da se stesso dai cattivi (ma sempre  con sedicente e in concreto ben poco seducente spirito “unitario”), c’è il magma spento (anche da impietosi sondaggi vicini allo 0, qualcosa) delle altre formazioni, da Leu divisa in 3 come la Gallia di Giulio Cesare al Potere al popolo semidiviso in 2 a Insieme che non ha occhi per piangere alla lista +Europa pronta ad andar da sola col suo 2  e qualcosa dei sondaggi, all’onda verde con diversi gruppuscoli all’interno dubbiosa se andar da sola o federarsi, ma con chi ? Recuperare il senso della politica della democrazia della rappresentanza: una cosa che non passa nemmeno nell’anticamera del cervello . Come la matematica . Che non è un’opinione . Zero +zero fa zero

Un commento su “LA DEMOCRAZIA DEI GRUPPUSCOLI E DEI NOMINATI”

  1. Non ho ben compreso l’attinenza del titolo con il testo, sicuramente tagliente e definitivo, ma che utilizza un giudizio un po’ troppo semplice/ricorrente sull’arcipelago di realtà che si definiscono a sinistra anzi ancora più a sinistra, ma senza nesso con il processo di scelta dei capilista da parte di PD e altre formazioni. Infatti in occasione di elezioni che verranno espletate entro due mesi, e stante la propria unicità sentita da ogni formazione, non si comprende bene quale percorso più democratico attendibile potesse essere seguito in così breve intervallo temporale, se non di mettere insieme personaggi non divisivi (o era meglio “Rousseau”) e concordati.
    Sembrerebbe infatti necessario contrapporre per il rinnovo del parlamento UE un sia pur provvisorio ma largo schieramento democratico e riformista ( e forse non sarà possibile) alla destra nazionalista e statalista ed all’attuale successo della sua narrazione.
    Forse l’incapacità già dimostrata di fare fronte al nemico principale si riconfermerà, ma si tratta di definire cosa sia possibile fare ora, perché le lezioni sapienti di un eletto cenacolo sembra non abbiano trasformato il sentire del nostro paese. Malgrado l’evidente compiacimento per “averlo detto chiaro”, parafrasando si ottiene: grillo parlante +zero numeri= zero risultato.

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