4 motivi per non partecipare alle Primarie truffa

  1. Le chiamano primarie, ma tecnicamente non lo sono: la democrazia ha delle regole di base che non sono minimamente rispettate (negli USA le primarie eleggono delegati che decidono il candidato alla Presidenza, votano esclusivamente gli iscritti)
  2. Il corpo elettorale non è certo, possono partecipare non solo iscritti e simpatizzanti, ma anche stranieri residenti, elettori di altri partiti, guastatori, boicottatori, financo qualche simpatizzante dell’Isis (purché rigorosamente privo di armi ed esplosivo)
  3. Non c’è alcuna garanzia reale di correttezza nelle procedure e nello spoglio: una parte rilevante delle primarie svolte dal PD, ha avuto interessanti e grotteschi strascichi giudiziari. (nei paesi di dubbia democraticità, almeno ci sono gli osservatori OSCE, al Nazareno non sono stati invitati)
  4. Non c’è stata una benché minima informazione corretta, a partire dallo spiegare chi può votare e soprattutto su cosa si vota, ma in particolare il programma dei 3 candidati sembra privo di alcuna discontinuità con chi ha trascinato il pd nel baratro.

    Questi in sintesi i motivi per cui è sbagliato partecipare alle primarie. In momenti così difficili per le sorti della nostra democrazia è indispensabile esercitare con determinazione una sorta di intransigente difesa dei principi e dei valori, senza farsi trascinare dall’ansia di partecipare. Sono proprio i meccanismi contorti e non democratici statutari del pd a costituire uno dei problemi maggiori della sinistra in questo paese. Non sempre basta la persona giusta per fare la differenza, in assenza di un profondo e radicale ripensamento della stessa forma partito. Le primarie per strada sono solo l’altra faccia del populismo da democrazia diretta della piattaforma Rousseau. Partecipare a questa farsa significa legittimare la perpetrazione della distruzione della sinistra in questo paese.

Un commento su “4 motivi per non partecipare alle Primarie truffa”

  1. Suvvia, non abbiate troppe pretese. Gli USA sono una confederazione di stati, alcuni dei quali grandi come l’Italia; e’ una repubblica presidenziale, e non parlamentare, dove viene scelto il capo dell’esecutivo che ha l’onere di governare la maggiore potenza economica e militare al mondo. Capirete anche voi che le primarie scelte dal Pd non hanno nulla a che vedere con quelle degli Usa. Sono state uno specchietto per le allodole, tanto per far dimenticare che loro (i piddini) sono stati – nella prima repubblica – democristiani o comunisti e per rifarsi una verginita’ perduta causa clientelismo (gli ex DC) e ottusità politica (gli ex PCI). La causa di tutti i nostri mali, compromesso storico compreso. Però, visto che non tutto il male viene a nuocere, se non altro queste primarie hanno spazzato via il renzismo. Alla buon ora, verrebbe da aggiungere. Ma un bel po’ di elettori ha aperto gli occhi e mandato a quel paese il boy scout di Rignano e la sua corte. Che sia meglio quella che verrà non sappiamo, staremo a vedere sperando la nuova classe dirigente non ripeta gli errori dei vari Veltroni, Bersani e Renzi – Franceschini non conta, ammesso che abbia mai contato qualcosa – che pensavano di costruire un partito democratico di sola immagine, senza qualità nelle persone e soprattutto senza valori ideali. In buona sostanza, loro si ispiravano al simbolo dell’asinello senza preoccuparsi di togliersi di torno i troppi asini che gironzolavano da quelle parti.

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