NOUS SOMMES FRANÇAIS

LA CONVOCAZIONE A PARIGI DELL’AMBASCIATORE FRANCESE IN ITALIA.

LA NOSTRA AMICIZIA (O SOLIDARIETÀ) VERSO LA RÉPUBLIQUE, IN NOME DEI VALORI DELLA LIBERTÀ, DELLA NONVIOLENZA E DEI DIRITTI UMANI.

LE FORZE DI GOVERNO ITALIANE LI STANNO VIOLANDO TUTTI.

CERCARE ACCORDI CON CERTE COMPONENTI TEPPISTICHE CHE SI AGITANO IN FRANCIA (FACENDOSI IDEALMENTE IMPRESTARE LE RUSPE DA SALVINI) DIMOSTRA ESCLUSIVAMENTE DILETTANTISMO, OPPORTUNISMO E PERSINO INCOSCIENZA DEMOCRATICA.

IL DANNO PROVOCATO AL NOSTRO PAESE É ENORME.

4 commenti su “NOUS SOMMES FRANÇAIS”

  1. Il pressapochismo di Di Maio e Di Battista e’ sotto gli occhi di tutti. Quanto poi a Salvini, solo uno che l’etichetta e la diplomazia non sa dove stanno, puo’ pretendere di incontrare il presidente di un altra nazione, lui che e’ un semplice ministro, facendo cosi’ uno sgarbo sia a Macron che a Conte. Ma questa e’ solo un’altra faccia del declino dell’Italia e della sua classe dirigente. Anche se, a dirla tutta, pure la classe politica europea – Macron compreso – c’ha messo del suo per sfasciare quel poco che resta dell’Europa. Inetti, dal primo all’ultimo, da Cameron che ha trascinato la Gran Bretagna in un referendum senza senso, alla Merkel interessata solo all’economia tedesca, a Macron che ragiona come un piccolo De Gaulle, ma molto piccolo, per andare a Juncker, il piu’ improbabile ed inconcludente presidente di commissione che l’Europa abbia mai avuto. Se crediamo a quel tale che diceva ” io non saro’ certamente un genio, ma se mi paragono…” allora possiamo convenire che anche la nostra classe politica non sfigura al cospetto di quella degli altri paesi europei (e non).

  2. Definire COMPONENTI TEPPISTICHE CHE SI AGITANO IN FRANCIA un movimento di protesta sociale che coinvolge centinaia di migliaia di cittadini pacifici, e che è approvato dall’80% dei francesi è frutto di una disonestà intellettuale mostruosa.
    Quli sono i vostri veri scopi?

    1. [RED: I Capi del M5s non sono andati ad incontrare i “cittadini pacifici”, bensì i responsabili della manifestazioni del sabato francese, che sono tutt’altro che pacifici. Ricordiamo che il primo annuncio dato da Di Maio sulla alleanza con les gilets jaunes fu smentito ufficialmente dai promotori della protesta, per lo più moderati. In seguito, Di Maio e Di Battista si sono rivolti ai più duri lepenisti e ai seguaci dell’estrema sinistra. In calce a questa nota alleghiamo il resoconto dell’ultimo sabato pubblicato dal Fatto.it, sito assolutamente non ostile al M5s. Siamo curiosi di conoscere le fonti del nostro lettore sul numero dei cittadini pacifici e sul sondaggio (80%) dei francesi favorevoli ai gilets jaunes. Se non le ha, dimostra lui “una disonestà intellettuale mostruosa”].
      “Nel tredicesimo atto della protesta dei gilet gialli in Francia il copione non è cambiato: scontri con la polizia e feriti. Gli incidenti più gravi a Parigi: qui sono stati segnalati lanci di lacrimogeni e cariche della polizia davanti alla sede dell’Assemblée Nationale, dove i manifestanti hanno provato a superare le transenne. Secondo le prime notizie, un manifestante è rimasto gravemente ferito e avrebbe perso la mano. Secondo quanto riferito dai soccorritori, l’incidente è avvenuto intorno a mezzogiorno, mentre un giornalista di AFP ha raccontato che l’uomo è stato evacuato dai vigili del fuoco con una benda intorno all’avambraccio. Per l’emittente Bfmtv, l’uomo ha perso la mano nel tentativo di rilanciare un lacrimogeno in direzione delle forze dell’ordine. Nel pomeriggio, nuovi incidenti nei pressi del Senato. Una molotov è stata lanciata al passaggio di una parte del corteo davanti al portone del Senato, nelle vie adiacenti ci sono stati danni alle vetrine, cariche e lancio di lacrimogeni da parte della polizia. Il corteo ha poi preso la direzione di Montparnasse, deviando in parte dal percorso autorizzato dalla prefettura. Poliziotti in assetto antisommossa in testa al corteo, furgoni blindati in coda.[…]
      Il numero dei partecipanti, secondo quanto comunicato dal ministero dell’Interno francese, è ancora in ribasso: in tutto il Paese, a metà pomeriggio il ministero dell’Interno ha contato 12.100 dimostranti contro i 17.400 di sabato scorso. A Parigi, i manifestanti sono la metà di sabato scorso, 4mila contro 8mila. Nella capitale, inoltre, oltre alla manifestazione sugli Champs-Elysees non si escludono altri cortei dal momento che sul web alcuni gilet gialli hanno fatto sapere di non voler più chiedere l’autorizzazione alla prefettura. Previste iniziative anche a Bordeaux, Tolosa, Lorient, Caen, Valence, Marsiglia e altre città, tra cui Nizza. Nella città della Costa Azzurra c’è anche ‘Fly Rider’ Maxime Nicolle e l’obiettivo della manifestazione è quello di varcare la frontiera con l’Italia. In tal senso una trentina di gilet gialli guidati proprio da Nicolle (presente ieri anche nella manifestazione a Sanremo) sono stati bloccati dalla polizia sul percorso che avevano intrapreso per varcare la frontiera con l’Italia. […]

      “Forse è ora di fermare la violenza. Forse è ora di chiudere con la messa in discussione sistematica dei rappresentanti della democrazia e delle nostre forze dell’ordine” ha detto il ministro dell’Interno francese, Christophe Castaner, dopo l’incendio doloso appiccato alla residenza bretone del presidente dell’Assemblea nazionale, Richard Ferrand. Quest’ultimo ha deciso di sporgere denuncia in seguito ad un tentativo di rogo “doloso” avvenuto venerdì nella sua abitazione privata a Motreff, in Bretagna, nell’ovest della Francia.

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