Si inizia dalla deportazione…

di riccardo mastrorillo

Il 22 luglio 1942, alle 10 del mattino, le autorità naziste informarono bruscamente il presidente del Consiglio ebraico di Varsavia (l’ingegnere Adam Czerniakóv) che gli ebrei del ghetto sarebbero stati,  deportati verso  Est. Già le prime avvisaglie si erano viste il l 16 ottobre del 1940 quando gli Ebrei di Varsavia furono trasferiti, improvvisamente, senza preavviso, tutti all’interno del “ghetto”.

Il 22 gennaio 2019 30 persone, ospitate nel CARA (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) di Castelnuovo di Porto vicino Roma, sono state trasferite, in luogo imprecisato.

A Castelnuovo di Porto, negli ultimi anni, da quando è stato predisposto il CARA, non vi sono stati episodi degni di nota, assolutamente sul piano dell’illegalità, ma nemmeno contrasti o problemi con la popolazione. Qualche anno fa ci fu una patetica dimostrazione di una decina di esponenti di Casapound e basta.

Viceversa gli ospiti del CARA sono stati inseriti, con politiche di accoglienza ed inclusione, i bambini frequentano normalmente gli istituti scolastici locali, perfettamente integrati, numerose iniziative, organizzate dalle istituzioni pubbliche locali, di svariata colorazione politica, hanno permesso fin’ora un serio lavoro di integrazione.

Tutto questo viene spazzato via attraverso una procedura secretata ( lo stesso Sindaco non è stato informato dell’imminente trasferimento), e di dubbia legalità, certamente priva di qualsiasi logica e buon senso. Per i bambini e i ragazzi in età scolastica si sarebbe potuto prevedere di far finire loro l’anno scolastico, almeno, per assurdo, di poter salutare i loro compagni di classe prima di essere deportati.

Non si tratta di fare del facile buonismo, si tratta di pretendere che in un paese civile, le persone siano, se necessario, trasferite, conoscendo prima i tempi, le modalità e soprattutto il luogo dove dovranno andare.

Sono in gioco oggi i principi basilari della civiltà occidentale. Neppure nel decreto sicurezza c’è traccia di tutto questo, e, siamo sicuri, se ci fosse stata, il Presidente della Repubblica avrebbe rifiutato di apporre la sua firma.

Sono inaccettabili le parole del Ministro dell’Interno Salvini: “Salvini deporta i bambini, i migranti. Razzista, fascista, nazista… balle spaziali. Tutti gli ospiti che erano dentro e che hanno diritto saranno trasferiti con altrettanta generosità, perché , se sei qui a chiedere asilo politico, non puoi pretendere di andare a Cortina. Se hai diritto rimani, altrimenti cominciano le pratiche perché tu torni da dove sei arrivato. Useremo i soldi risparmiati per aiutare gli italiani o chiunque abbia bisogno”. Salvini sostiene che con la chiusura dei CARA si risparmieranno 6 milioni di euro, ci chiediamo come sia possibile? Dove intende trasferirli? In campi di concentramento, in baracche all’aperto? Perché certo l’edificio pare tutt’altro che un albergo a 5 stelle di Cortina! Questa mattina la deputata Rossella Muroni, da sola, ha bloccato il trasferimento di altri 75 richiedenti asilo, ha semplicemente chiesto di sapere dove venissero trasferiti, e, di fronte alla non risposta dei dirigenti del ministero dell’Interno, si è messa davanti al pullman impedendo che potesse uscire.

Quello che ci ha sorpreso di più è proprio il fatto che fosse da sola, che al di là delle dichiarazioni e i comunicati tutti gli altri parlamentari della sinistra non abbiano sentito il bisogno di andare a svolgere uno dei compiti principali del Parlamentare, che non è soltanto quello di spingere i pulsanti a comando….

Siamo alla negazione dello stato di diritto, del “habeas corpus”: queste persone potrebbero sparire senza che nessuno di noi ne sappia niente…..

 Ieri hanno deportato 30 persone, domani potrà succedere anche a noi. Girarsi dall’altra parte, come hanno fatto i cittadini tedeschi 80 anni fa, sappiamo bene a cosa ha portato.

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