La collettività lgbt fa bene all’economia

di franco grillini

“Libero” scrive che c’è una connessione tra aumento delle persone omosessuali e crisi economica, ma dice il falso, tanto per cambiare, perché è vero esattamente il contrario come ha dimostrato scientificamente Richard Florida nel suo noto libro (di cui consigliamo la lettura a quelli di “Libero”) L’ascesa della classe creativa che dimostra, dati alla mano, che laddove le collettività lgbt sono più numerose migliore è la qualità della vita di tutta la città e più elevati gli standard economici. Ed è così anche in Gran Bretagna, da cui provengono i dati citati da “Libero”, dove la disoccupazione è al 4% (da noi l’11,5) e i dati della macroeconomia, Brexit a parte, sono i migliori d’Europa con invidiabili tassi di sviluppo. Non a caso in Inghilterra ci sono 700 mila italiani, tra cui molti gay, che vi si sono trasferiti per le migliori opportunità che la GB tutt’ora offre. La collettività lgbt contribuisce al miglioramento della vita civile ed economica per le ragioni ben spiegate da Richard Florida e cioè che le persone omosessuali si spostano di più avendo meno vincoli familiari e contribuiscono con la loro creatività al benessere economico generale in un mondo dove l’economia non è più quella del 1900 basata sul Taylorismo-Fordismo. Se è vero che la “creatività”, come dimostra Florida, è la vera forza produttiva della moderna economia allora quella di “Libero” è disinformazione pura perché dice il contrario della verità e della realtà.

D’altra parte non occorre grande intelligenza per capire che se una società è più libera ed aperta, se le discriminazioni vengono meno, se le persone non si devono più nascondere o essere costrette alla doppia vita, in quella società si vive meglio, quindi si lavora meglio, ci si diverte anche di più (altro tema al centro del lavoro di Florida) e si è più felici. E’ un caso che proprio in Gran Bretagna sia riconosciuto il matrimonio egualitario e ci sia una legislazione a tutela delle persone omosessuali tra le migliori del mondo.

Sappiamo che la destra non avendo autonomia politico culturale, soprattutto in Italia, ha sempre bisogno di additare al pubblico ludibrio un nemico di turno e a pochi giorni dal 27 gennaio, giorno della memoria, questa strategia risulta ancora più obbrobriosa. Se in Italia c’è persino chi rispolvera il falso storico della polizia zarista sui “Protocolli dei savi di Sion” figuriamoci se non c’è qualche pirla che si danna per il presunto aumento del numero delle persone lgbt, autentica ossessione e della destra estremista. Ragionare sui numeri in modo scientifico ha una sua utilità. Noi siamo sempre stati dipinti come i “4 gatti” e storicamente la strategia dei clericofascisti contro di noi era quella di dire che eravamo un gruppo ultraminoritario, che le nostre erano battaglia da radical chic, che addirittura eravamo “elitari”. Per non parlare di tutto l’armamentario degli omofobi che si mascheravano da progressisti che hanno sempre ciancicato di “priorità”, di diritti civili come un lusso mentre occorreva dare la priorità ai diritti sociali mentre noi sappiamo benissimo che non esistono diritti sociali senza diritti civili e viceversa. Dire quindi che eravamo e siamo in tanti ci ha aiutato, soprattutto in italia, nelle nostre battaglie quotidiano contro l’ignavia e l’ignoranza. I numeri a nostra disposizione sono quelli della ricerca Istat del 2011 (al Tavolo Lgbt di Palazzo Chigi ho proposto di rifare quella ricerca), le stime elaborate da Marzio Barbagli e Asher Colombo nel bellissimo libro “Gli omosessuali moderni” di cui consiglio vivamente la lettura a chiunque voglia abbondanti argomenti per smontare uno ad uno tutti i pregiudizi verso le persone lgbt. Secondo Barbagli la popolazione lgbt in Italia sarebbe attorno al 2%, secondo noi e la nostra percezione empirica è molto di più, ma ai fini del discorso politico e legislativo poco importa. pochi o tanti i diritti vanno garantiti.

 

Evidentemente la destra in italia ha cambiato strategia, prima dicevano che eravamo pochissimi, ora dice che siamo in troppi e addirittura in aumento (in gran Bretagna). Allora noi diciamo che se è vero è un bene per tutti perchè vuol dire che c’è più visibilità lgbt (la bestia nera dei clericali), che sta finendo l’ipocrisia tipicamente italiana del fai quello che vuoi basta che non lo “sbandieri” in giro, cosa che invece facciamo nelle decine e decine di pride con un mare di gente a manifestazioni che ormai sono diventate di massa e di popolo, le uniche a difendere la libertà e la laicità dello Stato. Quest’anno ricorre il 50esimo anniversario di Stonewall, si stanno preparando in italia 50 pride in altrettante città. Per fortuna in tanti si sono resi conto che la libertà di ciascuno è premessa della libertà di tutti e mezza Italia manifesterà con noi così Libero potrà scrivere una delle stupidaggini preferite dalla destra è cioè che vogliamo “omosessualizzare” la società mentre noi vogliamo solo renderla più libera e consentire a tutti di vivere serenamente la propria identità. Contribuendo in questo modo al benessere generale vale a dire il contrario di quello che scrive oggi la stampa clericale e destrorsa.

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