UN INCOMPETENTE A PALAZZO CHIGI

di enzo marzo

Anche se i fatti si stanno chiarendo, non entriamo nella diatriba “politica” sul caso Casalino. Ricordiamo soltanto che in democrazia la Notizia è sacra.

Per chi avesse scarsa memoria ricordiamo il caso di Scajola che, come un idiota, parlando al bar con due giornalisti, offese gravemente la figura del povero Biagi assassinato dalle BR e giustamente santificato da tutti. «Era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza». Così disse il ministro dell’interno, dando l’esatta misura della sua statura umana e politica, ma la sua sventura fu di non vivere nell’era del “governo del cambiamento” e, quindi, fu costretto a dimettersi.  

Se con Casalino il potere è così arrogante da diffondere a più destinatari un messaggio contro un Ministero con il linguaggio scurrile tipico dei fogli di estrema destra, ben gli sta la polemica in corso. Ora invece i 5s lo difendono. Di Battista arriva a dire: «Siamo onesti, Casalino ha sbagliato. Non si mandano audio del genere in privato ai giornalisti. Certe cose vanno dette pubblicamente e con orgoglio!». Giusto, ma allora perché il Presidente del consiglio , “con orgoglio”, non fa sua quella dichiarazione, il lessico e i modi con cui è stata diffusa? E perché il M5s non dichiara ufficialmente che «dedicherà il 2019 a far fuori tutti questi pezzi di m… del ministero dell’Economia»? E invece fa finta di non capire e scrive: «Era la linea del MoVimento 5 Stelle detta e ridetta in tutte le salse». Ma proprio di questo si parla: dell’opportunità, del momento, e soprattutto della “salsa” con cui si diffonde un convincimento politico. E qui si arriva al punto: se quello è il pensiero del Presidente del consiglio e del M5s, o si stabilisce di diffonderlo assumendosene la responsabilità e scegliendo la “salsa” giusta o si tace. 

E’ una decisione politica che spetta al Governo e non al Portavoce, che, se decide lui i tempi e la forma, si arroga dei poteri che non ha.  Non può un Portavoce sfacciatamente far ostentare al Governo l’assenza di un minimo di senso delle istituzioni. Se non si conoscesse l’arroganza del personaggio, si potrebbe persino legittimamente attribuire quelle parole a Conte. Casalino dovrebbe essere licenziato direttamente dal Presidente del consiglio per una sola ragione: ha dimostrato d’essere assolutamente incapace di fare il Portavoce, di non conoscere i più elementari rudimenti del mestiere. Fare il Portavoce richiede professionalità, che si impara, che si impara. Togliendosi gli scarponi chiodati. E cominciando dall’asilo.

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