LA POLITICA CHE NON C’E’ PIU’

di  riccardo mastrorillo

Il 4 settembre alla Camera si è svolta, con sorprendente ritardo, l’informativa del governo sul crollo del ponte Morandi a Genova. Al termine dell’informativa sono state presentate e votate alcune risoluzioni. Citazione da Wikipedia: «La risoluzione è uno degli atti con cui il Parlamento indirizza il Governo. Non ha valore formale ma meramente procedurale, non incide giuridicamente sulla vita del Governo, infatti in caso di voto contrario non è tenuto a dimettersi, a meno che non vi abbia posto la questione di fiducia, ma ha valore politico. Affini alle mozioni, vengono presentate a conclusione di un dibattito.» Si potrebbe discettare a lungo sullo scarso valore di alcuni strumenti parlamentari, come appunto le risoluzioni, gli ordini del giorno e negli ultimi anni le stesse mozioni, ma non è questo l’argomento emergente. E’ chiaro quindi che la risoluzione è un indirizzo politico che viene dato al governo, quindi si tratta di considerazioni e indirizzi di natura non giuridica: non sono certo vincolanti come le leggi o come la Costituzione, ma pare che anche di  queste due, alcuni autorevoli membri del governo sembrino avere delle difficoltà a tenerli da conto….

Al termine delle illustrazioni il Ministro Toninelli ha espresso il parere del governo sulle risoluzioni, citiamo uno stralcio del Resoconto stenografico dell’Assemblea, Seduta n. 41 di martedì 4 settembre 2018

«TONINELLI Danilo Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti … Sulla risoluzione Fornaro ed altri n. 6-00016, parere contrario sulle premesse e parere contrario su tutti gli impegni. Qui ci vuole una specifica, però, relativa all’impegno n. 8 che parla di affidare, per le concessioni in data antecedente alla costituzione dell’Autorità di regolazione per i trasporti, una possibilità di valutazione dei piani economici e tariffari. Siamo favorevoli sostanzialmente, ma la struttura del Ministero ha già in corso, prima ovviamente di oggi, un’attività istruttoria di fattibilità giuridica. Quindi, per motivi formali il parere sarà contrario anche sull’impegno n. 8.»

E’ lecito domandarsi allora, perché non vengano in parlamento i funzionari dei ministeri, invece dei Ministri, considerando che i pareri, su impegni politici, devono essere subordinati alla fattibilità giuridica. Il parere politico il Ministro lo ha di fatto già espresso con quel: “Siamo favorevoli sostanzialmente”, ma “per motivi formali” il parere politico viene cambiato.

Può sembrare ai più che si tratti di un’inezia, in realtà è l’assoluta e totale abdicazione della politica, peccato che, per chiudere i porti con i tweet, il ministro Toninelli non attivi alcuna istruttoria di fattibilità giuridica: in quel caso, lo sa bene, che giuridicamente sia infattibile.

 

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