SALVINI: UN DEMAGOGO BUGIARDO?

di redazione

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha dichiarato che “non è possibile che, su 60 mila detenuti in Italia, 20 mila siano stranieri”, aggiungendo che avrebbe poco senso “tenerli qua, pagandoli 300 euro al giorno”. Il costo giornaliero per singolo detenuto, invece, è stimato in circa 137 euro al giorno. Quindi meno della metà. 

Salvini ricopre  l’incarico di Ministro dell’Interno. E’ possibile che non conosca o non sappia procurarsi dati così semplici? O è un demagogo bugiardo?

[la fonte dei dati è  Pagella Politica, che ringraziamo]

IL NAUFRAGIO

Ci annoia ripeterci. Però lo scrivemmo subito. L’analisi era fin troppo facile. Quando Renzi fu  travolto dal risultato del referendum costituzionale anche i degenti in un ospedale psichiatrico avrebbero capito che la tempesta non era sostenibile, non perché fosse particolarmente violenta ma perché il capitano della nave era assolutamente un incapace. Aveva perso tempo a fare l’Inchino a Berlusconi senza accorgersi che lo scoglio era penetrato nella chiglia. Se ci fosse stato ancora qualche dubbio, questo avrebbe dovuto essere fugato dall’arrogante presunzione dimostrata dal nuovo Schettino subito dopo l’esito referendario. In quell’occasione Renzi riecheggiò i commenti che i radicali erano soliti fare dopo le raffiche di sconfitte dei loro referendum: “sì, è vero, in questo referendum il no ha perduto 80 a 20, ma questo vuol dire che il partito radicale ha la forza del 20%”. Ugualmente Renzi si accreditò il 40 % degli italiani, come se fosse tutto suo. Dopotutto nelle elezioni europee proprio il 40% era stata la cifra del suo successo, quando gli italiani non lo conoscevano. Dopo il referendum le sconfitte non si sono contate più, ma sono state sempre sottovalutate.

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SULLO STATO DELLA LIBERTÀ DEI MEDIA

di enzo marzo

Alleghiamo qui il pdf di un dossier di 20 pagine sullo stato delle libertà dei media, nella speranza che possa contribuire alla riflessione collettiva sulla condizione miseranda dell’informazione italiana dopo i disastri della fine, anche contrattuale, dell’indipendenza dei giornalisti, dopo la recente accelerazione dei processi di concentrazione della stampa cartacea e dopo la restaurazione renziana del potere assoluto del Governo sulla televisione pubblica.

per scaricare il pdf clicca qui.

LE MENZOGNE DI TRUMP

di redazione

Donald Trump: “Non vogliamo che succeda da noi quello che sta capitando con l’immigrazione in Europa. Il popolo della Germania si sta rivoltando contro la sua leadership mentre l’immigrazione sta scuotendo la già fragile coalizione a Berlino”. Ancora: “Il crimine in Germania è cresciuto del 10% (i funzionari non vogliono segnalare questi crimini)  da quando i i migranti sono stati accettati”.  E ancora: “Altri paesi vanno ancora peggio. Sii intelligente America!  Se non hai confini , non hai un paese”. Pronta la risposta di  Merkel:

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NON C’ERA UN MATTEO GIUSTO

di paolo cosseddu

Da dove iniziare? Partiamo da una questione antipatica: la copertina dell’Espresso che è piaciuta a tutti, quella con affiancati Aboubakar Soumahoro e Matteo Salvini, e sotto la scritta “Uomini e no”. Ha colpito i più, centrando con precisione un sentimento che oggi è molto forte, di fronte all’escalation salviniana. Ma che purtroppo ha il difetto di arrivare a metà di un processo, non ne è l’inizio. Quella copertina, infatti, si sarebbe potuta fare, identica, in uno qualsiasi degli ultimi anni in cui Salvini è stato il cocco dei talk show politici di ogni giorno e fascia oraria, ospitato con la libertà di poter dire cose false e razziste sui migranti senza che mai un giornalista intervenisse per fare banalmente il suo dovere: lasciarlo libero di esprimere le sue (terribili) opinioni, ma impedirgli di propagandare il falso. Si è creata così una convinzione profonda tra gli italiani, a proposito dell’immigrazione, non solo tra gli elettori della Lega, ma anche tra moltissimi meno attenti e più suggestionabili. E se avete mai provato a spiegare a qualcuno, in questi anni, che non c’è nessuna emergenza e tantomeno nessuna invasione, che il fenomeno va banalmente gestito facendo buona accoglienza, e avete ricevuto in cambio sguardi perplessi, sapete di cosa stiamo parlando. Nella creazione di questo sentimento malevolo dell’opinione pubblica, le responsabilità dei media sono pesantissime, quasi quanto quelle dei suoi ideologi.

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