l’esecutore

Conte e l'”avvocato del popolo”, giacobinismo ostentato, preteso o inconsapevole e incolto, che identifica governo e popolo (tutto indistintamente).  In altri tempi sappiamo come finì.  E’ necessario che i poteri siano divisi . L’avvocato del popolo nella Roma repubblicana era il Tribuno della plebe contrapposto ai consoli ed espressione di contro potere . Potere negativo lo definì  Rousseau che forse i 5stelle non hanno studiato. Non per nulla Robespierre non volle il Tribunato nella  costituzione del 1791, affermando di essere lui il Tribuno. Come  Lenin, erede del giacobinismo politico. Ma Conte non è Robespierre,  piuttosto è l’ esecutore di un contratto civilisticamente di difficilissima interpretazione, gestione e eseguibilità, con obbligazioni nebulose molto difficilmente esigibili dai cittadini

BANDO per borsa di RICERCA

BANDO per borsa di RICERCA

Anno Accademico 2018/2019

 

  1. Caratteristiche e finalità

La Fondazione Critica liberale mette a concorso una borsa di studio per giovani tra i 22 e i 24 anni, in possesso di Laurea triennale e in regola con gli esami del proprio successivo corso di studio, magistrale o a ciclo unico, ovvero in regola con gli esami del proprio corso di studi a ciclo unico, con un piano di studi attinente le questioni dell’integrazione europea, della tradizione del pensiero federalista europeo e della teoria liberale della poliarchia sovranazionale.

La borsa viene messa a concorso nei seguenti ambiti tematici:

  1. storia e/o attuali sviluppi del pensiero federalista europeo
  2. teoria liberale della poliarchia e del federalismo
  3. evoluzione storica e attualità delle istituzioni dell’Unione Europea e valutazione critica nell’ottica federalista europea

La borsa di studio è bandita, a valere dal 30 giugno 2018 al 30 maggio 2019 per un importo di 5.000 euro:

La borsa di cui al presente bando saranno assegnate entro giovedì  7  giugno 2018 da una commissione nominata dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione nelle persone del  vicepresidente Franco Caramazza, di Giovanni Vetritto e di Riccardo Mastrorillo.

I criteri ai quali si atterrà la commissione nella valutazione saranno i seguenti:

  1. coerenza della ricerca proposta con gli ambiti tematici indicati nel bando;
  2. qualità del curriculum di studi (ed eventuali pubblicazioni);
  3. qualità (interesse, originalità, ecc.) del progetto di ricerca presentato.

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PREMIO DI LAUREA “Norberto Bobbio” I edizione

PREMIO DI LAUREA “Norberto Bobbio” I edizione

Art. 1 – Principi e tematiche

La Fondazione Critica Liberale, con l’intento di stimolare la ricerca ed incentivare gli studi sulla recente storia politica italiana ed internazionale ed al fine di promuovere riflessioni e studi sulle materie nel cui ambito svolge le proprie funzioni, bandisce la I° edizione del premio di Laurea “Norberto Bobbio”, per un totale di 2 (due) premi indistintamente individuati tra le migliori tesi di dottorato o di laurea magistrale;

Le tesi dovranno essere incentrate alle seguenti tematiche:

– la cultura e il metodo politico liberale, con particolare riguardo all’attualità del metodo liberale e alle sue applicazioni o non applicazioni nel panorama politico italiano, considerando almeno due dei seguenti temi:

  1. l’attualità del pensiero politico di una delle seguenti figure: Piero Gobetti, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Luigi Einaudi, Norberto Bobbio, Gaetano Salvemini, Carlo e Nello Rosselli, Guido Calogero
  2. l’evoluzione della prassi politica in Italia, in riferimento alla Costituzione, ai diritti individuali e sociali.
  3. l’informazione in Italia, in riferimento alle garanzie di correttezza e imparzialità, confrontate con il diritto alla libertà di espressione.
  4. Storia delle idee e storia delle istituzioni economiche, politiche e sociali

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uscito il n. 20 di “nonmollare” – scaricabile gratis

per scaricare il pdf clicca qui.

Sommario
la biscondola
3. paolo bagnoli, una brutta storia
cronache da palazzo
4. riccardo mastrorillo, popolani vs democrazia
l’opinione lieve
6. marella narmucci, aaa cercasi il paese che non c’è
la vita buona
7. valerio pocar, l’uomo per natura è un animale politico
nota quacchera
8. gianmarco pondrano altavilla, idee scomode
lo spaccio delle idee 
10. dario antiseri, popper, il rasoio liberale
12. comitato di direzione
13. hanno collaborato
2-4-5-9-11. bêtise

DOV’E’ FINITO IL POPOLO DEL 4 DICEMBRE?

di pier paolo caserta

In molti stanno misurando, nel bene e nel male, la propria contrarietà o il proprio assenso nei confronti del nascente governo sull’asse dell’Europa, dell’economia, del contrasto all’austerity. Suggerirei di riposizionare le aspettative, tanto per cominciare, su quanto si legge alle pagine 6 e 7 del “Contratto” a proposito del “Comitato di conciliazione”, un organismo parallelo al Consiglio dei ministri chiamato a decidere sulle eventuali discordanze tra le due parti politiche che hanno sottoscritto il “Contratto per il governo”. Il funzionamento non è chiaro e del resto, con una ulteriore forzatura giuridica, una dicitura alla fine del paragrafo precisa che “la composizione e il funzionamento del Comitato di conciliazione sono demandate ad un accordo tra le parti”. Un tale organismo rappresenta una sostanziale alterazione dell’architettura costituzionale e invade le funzioni dell’Esecutivo.

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LA REPUBBLICA IN OSTAGGIO

di giancarlo tartaglia

Dopo settimane in cui il Presidente della Repubblica ha consentito a grillini e leghisti, forse con eccessivo garbo istituzionale, di tenere in ostaggio lo Stato, è stato finalmente partorito il cosiddetto “Contratto per il Governo del cambiamento”, che, oltre a contenere aspetti decisamente ridicoli, quali la previsione della sua sottoscrizione da parte dei “signori” Di Maio e Salvini, le cui firme “leggibili” dovranno essere autenticate da un Pubblico Ufficiale, richiama alla mente nel suo complesso l’antico detto napoletano che certe cose non vanno messe in mano alle “creature”.

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