laicità, ipocrisia, laicismo

di alessandro giacomini
 
Bene o male, buono o cattivo, laicità o laicismo, o meglio, laicità sana, positiva, dinamica, adulta, neutrale, negativa: terminologia che manifesta incertezze tra la Chiesa e la società civile, nello specifico i cosiddetti laicisti.
Ma non è proprio la stessa chiesa Cattolica che rivendica la propria laicità e al contempo, rivendica atti che la smentiscono ?
Un esempio è l’insegnamento dell’ora di religione,
( in alcune regioni sono addirittura due ore, parificate a quelle di scienze ) cattolica nelle scuole pubbliche .
 

Essa viene rivendicata con forza, è significativo il discorso presso il parlamento Italiano di Benedetto XVI a proposito di stato brutto e cattivo che vuole zittire la gerarchia clericale:
“La chiesa, in Italia non intende rivendicare per sé nessun privilegio, ma soltanto avere la possibilità di adempiere la propria missione, nel rispetto della legittima laicità dello stato.
La laicità , se ben intesa, non è in contrasto con il messaggio cristiano, ma piuttosto ad esso debitrice. “
Ma la stessa laicità si trasforma in laicismo quando si obietta sulla questione degli insegnanti di tale ora cattolica, essi sono scelti dal vescovo ma retribuiti dallo stato Italiano, per questi docenti è pure concesso il reintegro nell’eventualità di un successivo diniego del vescovo, l’insegnante emigra in altre materie con la qualifica di ruolo, alla faccia della meritocrazia e di un più consono e democratico concorso.
Senza dimenticare che IRC ( Insegnamento Religione Cattolica ) è l’unica materia che comporta la divisione dei bambini in base alle credenze dei loro genitori.
Per questa vicenda il comitato sui diritti dell’infanzia dell’ ONU esprime preoccupazione : “  i bambini possano essere emarginati se si astengono all’insegnamento religioso. “
Sconfitta sociale o genitori laicisti ?
Insomma , Benedetto XVI ha definito un esempio di  ” laicità positiva” l’insegnamento della religione cattolica in Italia , mentre si diventa  laicisti se qualcuno sostiene che le scuole private cattoliche debbano sostenere le tasse sugli immobili , si è laicisti quando , a seguito di un licenziamento di una docente omosessuale, ( scuola privata Cattolica : Sacro Cuore di Trento ) si richiedeva almeno l’annullamento dei corposi finanziamenti provinciali.
Si è laicisti quando si combatte la crudeltà e il sadismo di chi ha vietato l’interruzione all’accanimento terapeutico nella vicenda Welby in nome di una vita soprannaturale, tutto e solo per una religione.
Come è ” becero laicismo ” sostenere che l’assistenza spirituale cattolica nei presidi ospedalieri pubblici debba essere gratuita , e non retribuita  come un operatore sanitario.
D’altronde si è pur sempre immaginato che questo servizio fosse svolto nella più piena e densa carità cristiana.
Gli esempi sono innumerevoli e forse stancherebbero il lettore, ma sia ben chiaro, questo non è anticlericalismo, la Cei, il papa stesso fanno il loro mestiere e lo sanno fare molto bene e anzi, come dice Voltaire; combatto la tua idea , ma sono pronto a battermi perché tu, la tua opinione, possa esprimerla liberamente.
 È piuttosto la classe politica che dovrebbe documentarsi sui diritti dell’uomo piuttosto che soffermarsi sulle encicliche.
Una religione, laicitàqualunque essa sia, non può essere la depositaria della morale pubblica della famiglia e della società.
Forse è bene rammentare che un ” maledetto laicista ” fu Gesù, quello che invocava i religiosi a liberarsi di tutti i propri averi , incitava alla beneficenza e soprattutto : ” date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.
Dispiace però, che la chiesa non abbia mai chiarito cosa aspetti a Dio e cosa aspetti a Cesare e nel dubbio si è sempre attribuita il diritto di stabilirlo.

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