I SOLITI TRUFFATORI BERLUSCONIANI

di Enzo Marzo

CRITICA LIBERALE E SENZA BAVAGLIO DENUNCIANO SALLUSTI, DIRETTORE DEL “GIORNALE”, ALL’ORDINE DEI GIORNALISTI PER MENDACIO  E GRAVE VIOLAZIONE DELLA DEONTOLOGIA GIORNALISTICA.

Lo so bene che è stata una campagna truffaldina: i segretari si sono fatti le liste come volevano, anche esagerando molto, Renzi ha violato platealmente lo statuto del suo partito, gli altri, anche quelli che avevano criticato una delle tante schifezze contenute nel Rosatellum, le pluricandidature, hanno trovato utile approfittarne più che ampiamente. Ugualmente nessuno si è risparmiato promesse a vanvera. Ma non si possono qualificare come vere  proprie truffe finché non saranno tradite, e saranno tradite. “Possibile”, il gruppo di Civati ha già presentato un’analisi del programma Pd, non quello risibile d’oggi, ma quello esibito per le elezioni politiche precedenti a quelle del 4 marzo e ha sottolineato quanto fossero scritte sull’acqua. Il rapporto è anche su questo sito. Abbiamo già scritto sulla campagna servile di quasi tutti gli organi d’informazione che hanno esagerato sulle creste di una decina di grillini e hanno sottostimano le porcherie di casa De Luca. Ma tutto questo rientra comunque nella libera scelta giornalistica di cui i direttori si assumono la responsabilità di fronte ai lettori. Altro invece è truffare l’opinione pubblica “sparando” a pochissimi giorni dal voto una vera e propria bufala. È il caso del “Giornale” di oggi 27 febbraio. Sallusti, mettendosi sotto i piedi la deontologia giornalistica e ricordando bene che più che direttore è impiegato di fatto di un frodatore dello stato, non ha voluto essere da meno e lo ha voluto compiacere sparando in prima pagina vere e proprie menzogne.

Ecco il titolo del “Giornalaccio”: OCCHIELLO: PARLA L’ECONOMISTA PD – TITOLO: «La mia sinistra sbaglia – la flat tax aiuta i deboli». SOMMARIO: Nicola Rossi: «Oggi il fisco premia le rendite e i ricchi». All’interno dell’articolo-colloquio, firmato da Antonio Signorini, si scrive che Rossi è stato ex-parlamentare Pd. Dimenticandosi che Nicol Rossi chiuse tempestosamente col Pd nell’aprile del 2011. Sette anni fa, e le sue posizioni si sono sempre più divaricate da quelle del suo vecchio partito. D’altronde non sono pochi i comunisti che col tempo hanno modificato anche radicalmente le loro idee, che ora sono del tutto diverse da quelle della sinistra. Senza scandalo per nessuno. La stessa presidenza dell’Istituto Bruno leoni, il più autorevole cenacolo dei neoliberisti all’americana, che Rossi assunse contemporaneamente alle dimissioni da senatore e al suo passaggio al gruppo misto, sta a dimostrare ch’egli è da anni in netto dissenso col Nazareno. Gli addetti ai lavori, queste cose, le conoscono benissimo.

Ricapitolando: Il “giornalaccio” berlusconiano scrive: «Parla l’economista Pd». FALSO.

Scrive: «La mia sinistra sbaglia». FALSO. Prima di tutto ora Rossi non si qualificherebbe mai di “sinistra”, ma soprattutto queste parole sono state completamente inventate, dato che nel colloquio pubblicato non compaiono affatto, neppure indirettamente.

Insomma, è una truffa pre-elettorale bell’e buona. Certamente Sallusti non se ne vergogna, eppure dovrebbe. Ha fatto solo il suo sporco lavoro e ha preso in giro i suoi lettori. Poi non lamentiamoci se questi calano progressivamente. Sarà cura mia e dei miei amici di “Senza Bavaglio” denunciarlo ancora una volta all’Ordine dei giornalisti di Milano per palese mendacio. Tra l’altro, sono convinto che Nicola Rossi, se fosse stato ancora nel Pd, certamente non avrebbe dato questa pugnalata al suo partito a sei giorni dal voto. Altrimenti si sarebbe meritato la fucilazione alla schiena. E Sallusti gli ha fatto fare questa figuraccia.

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