GUARDARSI ALLO SPECCHIO

[nella foto: Fausto Bertinotti mentre sta dando un pugno in faccia alla Sinistra]

Quando c’è da dare una mano alla Destra, meglio se estrema, Fausto Bertinotti, ex capo della sinistra comunista chic, non si tira mai indietro… Soprattutto se viene sbattuto in prima pagina. Anche adesso sul giornale ultrasalviniano “La Verità” si affanna a chiedere elezioni anticipate. Così pretende il Capitano. C’è fretta. La Lega nei sondaggi lentamente scende e c’ è il rischio che alla fine legislatura non riesca più ad assicurarsi la maggioranza. Figuriamoci se poi nel frattempo escono carte sui 49 milioni truffati dalla Lega Ladrona o sugli affari sporchi con Putin. Bisogna fare presto. Occorrono e  accorrono tutti a darle una mano. Si smuovono persino i cadaveri.

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IL TRIONFO DELLE MARCHETTE – ARRIVANO GLI AMBASSADOR, LA PUBBLICITÀ OCCULTA

di andrea garibaldi

Un personaggio di tipo nuovo si aggira sui giornali italiani. L’ambassador. Costui mescola le carte, quelle già confuse fra giornalismo, pubblicità e marketing. L’invenzione è degli strateghi della pubblicità e del marketing, il giornalismo è la vittima, del tutto consapevole.

Mercoledì 27 novembre i più prestigiosi giornali italiani hanno offerto in dono ai lettori voluminosi inserti. Repubblica due “Album”, Beauty e Orologi, 48 e 56 pagine. Il Corriere delle Sera, Orologi, 72 pagine. Prodotti giornalistici, si deve desumere. Nessun avvertimento tipo “inserzione pubblicitaria”. A pagina 3 di ciascun inserto stanno stampati i nomi della redazione più la gerenza al completo del quotidiano, direttori e vicedirettori.

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LE PRIME FIRME- IL PRIMO APPUNTAMENTO–APPELLO PER LA COSTITUZIONE DI UN COMITATO PER LA REPUBBLICA PARLAMENTARE (POST 2)

CARISSIM@, IN RIFERIMENTO ALL’APPELLO CHE HAI SOTTOSCRITTO AD OTTOBRE VORREMMO INVITARTI AD UN PRIMO INCONTRO PER DEFINIRE IL PERCORSO DI COSTITUZIONE DEL “COMITATO PER LA REPUBBLICA PARLAMENTARE” ED ANCHE PER PROMUOVERE E ORGANIZZARE QUALCHE INIZIATIVA PUBBLICA.

CI INCONTREREMO LUNEDÌ 16 DICEMBRE PROSSIMO DALLE ORE 17,00 ALLE ORE 19,00 PRESSO LA SEDE DI CRITICA LIBERALE, IN VIA DELLE CARROZZE, 19 ROMA.

TI SAREMMO GRATI SE POTESSI CONFERMARE LA TUA PRESENZA MANDANDO UNA MAIL A info@criticaliberale.it PER QUALSIASI INFORMAZIONE/RICHIESTA PUOI CHIAMARE RICCARDO MASTRORILLO 3293251004

APPELLO

Esprimiamo profonda preoccupazione per le modalità e soprattutto per le finalità, più o meno dichiarate, con cui il parlamento sta procedendo a riforme, Costituzionali e non, che riguardano la rappresentanza.

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TRE NOTIZIOLE

Giornate da segnare sul calendario. Tre notizie.

La prima è la sentenza della Corte costituzionale che smantella la legge regionale della Lombardia del 2015 a guida leghista in materia di localizzazione dei luoghi di culto, perché il provvedimento limitava irragionevolmente la libertà religiosa, che «garantita dall’articolo 19 della Costituzione comprende anche la libertà di culto e, con essa, il diritto di disporre di spazi adeguati per poterla concretamente esercitare». «Le norme censurate finivano così per determinare – sottolinea la Corte – una forte compressione della libertà religiosa senza che a ciò corrispondesse alcun reale interesse di buon governo del territorio». Al grave passo indietro nel campo della libertà religiosa compiuto dall’amministrazione leghista la Corte costituzionale ha risposto con la conferma che il nostro stato non è talebano e clericale. E ovviamente non è mancata immediatamente la replica del capo dei talebani nostrani, Salvini, che ha colto l’occasione per confermare tutto il suo pensiero autoritario e per dare un’ulteriore prova che quando parla non sa neppure di cosa si tratti. Salvini: «Reciprocità [Ma tra quali soggetti? E su che materia?] e rispetto delle nostre leggi e regole [in verità la Consulta non ha chiesto che questo, appunto, il rispetto delle nostre norme violate dai suoi lombardi] per aprire moschee e altri luoghi di culto, chiediamo troppo?» [E infine l’infamia di un attacco diretto alla Corte costituzionale…] «Non si sente certo il bisogno di un’altra Consulta islamica…». Noi avremmo bisogno di meno clericalismo becero. Vogliamo tornare a prima del 1870?

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LA REPUBBLICA DEGLI IMPUNITI

Prescrizione, La Repubblica degli impuniti: da Andreotti a Berlusconi al caso Eternit. Ecco l’antologia di chi l’ha fatta franca

Pubblichiamo una sintesi del libro La Repubblica degli impuniti, edito da PaperFirst, a firma del direttore del Fattoquotidiano.it, Peter Gomez, e delle giornaliste Valeria Pacelli e Giovanna Trinchella.

di Fatto . Quotidiano | 5 DICEMBRE 2019

Prescrizione, Di Maio: “Da gennaio riforma è legge. Pd voterà con Salvini e Berlusconi?”. Marcucci: “Basta provocare, ci sono soluzioni”

Martina Rossi, il padre della 20enne: “Sono obbligato a battermi perché violenza non sia prescritta. Alla politica dico ‘mai più casi così

L’elenco di chi, negli ultimi venticinque anni, l’ha fatta franca grazie alla prescrizione è lungo, impossibile da riassumere e impressionante. E racconta, più di un trattato, perché in tanti si oppongono alla riforma. Ci sono, ad esempio, oltre Andreotti, il proprietario di Mediaset ed ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (per reati che vanno dal finanziamento illecito al falso in bilancio fino alla corruzione); l’ex editore de La Repubblica Carlo De Benedetti (corruzione nelle forniture pubbliche); l’industriale Giampiero Pesenti, presidente negli anni Novanta del patto di sindacato del Rizzoli-Corriere della Sera (corruzione); due uomini chiave per la Fiat, come Franzo Grande Stevens e Gian Luigi Gabetti (agiotaggio Ifil-Exor); l’ex numero uno di Eni e Enel, Paolo Scaroni (disastro ambientale); il multimilionario svizzero Stephan Schmidheiny (morti Eternit a causa dell’amianto); il potente finanziere Fabrizio Palenzona (conti esteri non dichiarati); l’ex padrone del calcio italiano Luciano Moggi (associazione per delinquere); il presidente della Lazio e imprenditore nel settore vigilanza e pulizie Claudio Lotito (associazione per delinquere e fatture false più un processo per frode sportiva); quasi tutti i più importanti costruttori romani accusati di aver pagato tangenti per vendere immobili agli enti pubblici: dall’editore de Il Messaggero Francesco Gaetano Caltagirone a quello del Il Tempo Domenico Bonifaci, da Pietro Mezzaroma, fino a Renato Bocchi e Elia Federici.

Rappresentano il meglio (ma per alcuni il peggio) delle élite del Paese.

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USCITO IL N. 53 DI “NONMOLLARE” – SCARICABILE GRATIS QUI E ANCHE SU FATTO.IT

per scaricare il pdf clicca qui  o anche su  https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/12/05/camera-la-proposta-di-matrimonio-dimostra-quanto-sia-degradata-la-figura-del-deputato/5594160/

Sommario
cosmopolis
3. massimo a. alberizzi, regimi e stampa: scontro all’ultimo sangue
la biscondola
4. paolo bagnoli, un quadro cupo
cronache da palazzo
5. riccardo mastrorillo, l’uso proprietario delle istituzioni
nota quacchera
7. gianmarco pondrano altavilla, da parigi a siena: complessità e libertà di parola
lo spaccio delle idee
8. paolo fai, gli irriducibili contro mussolini
9. luca tedesco, novello papafava e i “liberali al quadrato”
10. niccolò rinaldi, pieter bruegel, l’antico maestro liberale
13. leo valiani, maurizio ci lascia la consegna “NON MOLLARE”
19. comitato di direzione
19. hanno collaborato
6-7-16. bêtise

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