ON. ELENA MURELLI, LEGA PER SALVINI, PROFESSIONE ACCATTONA

“Ancora piangiamo i nostri morti, ci siamo chiusi in casa tre mesi e abbiamo accettato l’elemosina dei 600 euro“.

dall’intervento di Elena Murelli, deputata della Lega per Salvini, tenuto alla Camera a nome del proprio gruppo parlamentare,  durante il dibattito sull’istituzione della giornata della memoria per la vittime da Covid-19. In effetti l’onorevole (si fa per dire) più che “accettarla” l’ha chiesta e ottenuta per sé l'”elemosina”. Lei è una dei cinque “esseri spregevoli” , come li ha definiti Mario Monti, che continueranno a sedere a Montecitorio. 

LE CAPRE DI SGARBI E I LEGHISTI IMMARCESCIBILI

[nella foto, il capo della Lega presenta a nome di tutta la Destra il suo candidato bocciato a sindaco di Firenze]

Infuriano le polemiche sui 600+1000 euro mensili per deputati e per i politici leghisti dal reddito di 277mila euro l’anno.
Ovviamente, come sempre, il primo posto in sguaiataggine se lo conquista Sgarbi, che non riuscendo a stare mai zitto, tra una scurrilità e un’altra, se ne è uscito con una scempiaggine contro la legge usata dai profittatori: “legge idiota fatta da cretini come Fico”. Pur di difendere alcuni suoi colleghi pezzenti, il deputato-guitto riesce persino a confessare di non conoscere neppure la differenza tra un provvedimento del Governo e uno della Camera (ma, anche se fosse stata una norma decisa dal parlamento, Fico non ne avrebbe avuto ugualmente alcuna responsabilità). Se Sgarbi dovesse dare un giudizio sull’onorevole Sgarbi sarebbe costretto a dire che è solo una “capra”.

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LE FALSITA’ DI TRIDICO

La Corte di Cassazione decenni fa stabilì per i giornalisti un principio sacrosanto: scrivere mezza verità equivale a scrivere una falsità. È il caso di questi giorni. L’Inps diffonde col contagocce verità parziali, le conferma, le corregge in parte, alimenta il polverone dopo averlo creato. Prima coinvolge 5 parlamentari che avrebbero fatto domanda e incassato i famigerati 600 euro mensili, non violando la legge ma comportandosi da veri pezzenti indegni del ruolo che ricoprono. In più, si aggiunge, che gli amministratori pubblici che si sono comportati nello stesso modo sono 2000. Più o meno. All’incirca. Si mettono nello stesso sacco presidenti di regione, assessori e consiglieri regionali, consiglieri comunali di metropoli e di paesetti. Che ovviamente riscuotono emolumenti tra loro imparagonabili. In aggiunta, poi, il Presidente dell’Inps garantisce che nessuno di Italia viva è tra i deputati “incriminati” che hanno incassato (ma nello stesso tempo non smentisce che nessuno tra loro abbia presentato la domanda), salvando parzialmente i renziani ma spargendo ad ampie mani il sospetto su tutti gli altri. Mezze verità che corrispondono a una gigantesca falsità.

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VALENTINA BISTI, INVENTRICE DELL’AUTO-MARCHETTA.OVVIAMENTE L’ORDINE DEI GIORNALISTI DORME SONNI COMPLICI

Il tg1 sempre di più sui carboni ardenti? E il direttore (che di cognome fa proprio Carboni) adesso deve fare i conti con l’ultimo grattacapo. Accade durante l’edizione del Tg delle 13.30. Nella rubrica Billy, dedicata ai libri, viene presentato il volume di Valentina Bisti (ex conduttrice di unoMattina e volto del tg1). Casualmente alla conduzione di quella rubrica c’è proprio la Bisti.

Che “lancia” il servizio sul suo libro. Un episodio alquanto strano, forse imbarazzante, che agita le acque nei corridoi di Saxa Rubra. Non era mai accaduto prima: nessun giornalista del Tg1 aveva mai parlato delle propri libri in quella rubrica. Tra l’altro, da spifferate giunte alle nostre orecchie, sembra che da quando Luverà sia diventato vicedirettore del Tg1 (dal 2018) abbia rinunciato alla conduzione della rubrica Billy (che sembra continui a curare con interviste a vari autori).

E allora: chi ha deciso la messa in onda dell’intervista all’ex conduttrice di UnoMattina durante la sua conduzione? Il direttore Carboni è al corrente di quanto accaduto nell’edizione delle 13.30?

[da Dagospia]

ERA UN UOMO COSI’ BUONO, COSI’ RELIGIOSO, COSI’ TONTO…

de “la lepre marzolina”

È trascorso un anno preciso dal giorno del suicidio, ma pare ieri, è come se fosse ancora tra di noi. Ogni giorno non ci fa mancare quelle scempiaggini inconciliabili tra loro che allietarono il suo governo. Accadde inaspettatamente, non si sa, forse per un soprassalto di onnipotenza, forse per un eccesso di mojitos, forse perché ignorava che il numero 343 è maggiore di 263, come gli ha insegnato la Camera un mese dopo, quando era già troppo tardi. L’imbonitore da paese compì l’insano gesto strangolandosi con le sue stesse ultime parole: «voglio i pieni poteri», «voglio i pieni poteri». Adesso si è ridotto a balbettare a vanvera: «chiudere tutto chiudere tutto», «aprire tutto aprire tutto», «mettetevi la mascherina», «toglietevi la mascherina», indosso la maglietta dei fascisti di Casa Pound ma «sono l’erede di Berlinguer»…. , il prossimo passo – temiamo – sarà: «Prima Napoleone».

Ogni paese della penisola ha un poveretto che si aggira per i vicoli e la gente, vedendolo parlare sempre più da solo, scuote la testa: «vi ricordate quanto era bravo a venderci le pentole al mercato…?». Fa davvero pena: prima aveva in tasca la Vittoria, adesso non gli sono rimasti che due Vittorio con cui trascinarsi fino all’osteria dove potersi abbandonare alle solite scurrilità.

la lepre marzolina – domenica 9 agosto 2020

I misteri irrisolti della strage di Bologna

di angelo perrone

Nel paese dei delitti senza colpevoli, la strage del 2 agosto 1980 ha la singolarità d’essere un evento sul quale molto si è indagato scoprendo esecutori e mandanti. Tuttavia rimane la convinzione che vi siano misteri irrisolti, legami con altre tragedie, come Ustica e il sequestro Moro. Soprattutto è inquietante che, pur a distanza di tanti anni, sia rimasto sconosciuto il movente di quel disegno terroristico

La strage di Bologna del 2 agosto 1980 fu il più grave atto di terrorismo verificatosi durante il dopoguerra nel mondo occidentale: 85 morti, circa 200 feriti. Dopo 40 anni, nonostante gli sforzi della giustizia, le sentenze definitive, le indagini in corso, permane la sensazione che ci siano dei misteri irrisolti, come del resto ha sottolineato anche il presidente Mattarella che – in occasione della ricorrenza – ha ribadito la necessità di “un impegno straordinario per l’accertamento della verità”. Mancano tasselli per capire quanto accadde quel sabato mattina?

Giovani e giovanissime erano in gran parte le vittime, ma ragazzi erano anche coloro che furono identificati come esecutori materiali della strage. Sembra quasi una “storia di ragazzi” dal volto tragico ed inquietante..

Circa la metà delle persone colpite aveva meno di trenta anni, erano giovani, giovanissimi, addirittura bambini.

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I TERRORISTI OCCULTI di norberto bobbio

di norberto bobbio

PRESENTAZIONE DI PIETRO POLITO

Pubblicato sul sito del Centro studi Piero Gobetti il 01 Agosto 2020.

Non so se vi ricordate dove eravate la mattina del 2 agosto 1980. Io lo ricordo perfettamente. Il 2 agosto 1980, 24 anni, ero a Oliveri, in provincia di Messina, la prima e unica vacanza in campeggio libero, la tenda vicina al mare, accanto alla nostra, quella di due altri giovani che ricordo bene ma non ho più rivisto, forse anche loro venivano da Torino.

Nel primo pomeriggio li abbiamo visti arrivare dal paese, il capo chino, scossi, turbati, angosciati, il pianto trattenuto. Da loro abbiamo appreso la notizia che a Bologna era scoppiata una bomba. Seduti accanto alle due tende a lungo abbiamo parlato… parlato… parlato… 

Quella mattina, ore 10 e 25, stazione di Bologna, un’esplosione assordante, una strage: 89 morti, 200 feriti. La leggerezza dell’estate inghiottita in un boato, perduta per sempre. Da allora non associo più il mese di agosto al riposo, alla vacanza, alla spensieratezza, semmai si può stare senza pensieri.

Da una cartella di ritagli sulla strage ne estraggo uno: il bell’articolo di Elfi Reiter, La mattina che spezzò l’Italia: “il manifesto”, 28 luglio 2012. Vi si legge: “Un treno sta per entrare in stazione, dei passeggeri al finestrino aperto, una ragazza intreccia i lunghi capelli: è estate, si respira aria di vacanza, molti sono giovani e spensierati. Finché lo schermo si fa buio”.

A distanza di 40 anni, proponiamo di rileggere o leggere per la prima volta per i più giovani la prefazione di Norberto Bobbio al libro La strage. L’atto di accusa dei giudici di Bologna, a cura di Giuseppe De Lutiis, Roma, Editori Riuniti, 1986. La tesi di Bobbio è che a Bologna, il 2 agosto 1980, è stato compiuto il delitto “il più efferato”, “moralmente il più ripugnate”, “il più brutale”, una strage indiscriminata “tanto più terrificante quanto più appare ingiustificata, gratuita, come tale imprevedibile e irreparabile” .

*** *** ***

 

Nell’anno in cui si è celebrato il quarantesimo anniversario della nostra repubblica, sarebbe imperdonabile dimenticare o ignorare l’altra faccia del potere, quella che non si vede e della quale non si parla nelle cerimonie ufficiali (stranamente neppure nella maggior parte degli scritti dei politologi). NelL’universo del potere invisibile sono nati tutti gli episodi di violenza politica che hanno sconvolto il paese, ivi compreso il più efferato, la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.

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 Comunione e Liberazione in Uganda: niente stipendi ai professori delle scuole cattoliche

di emanuela provera

Il coronavirus è pericoloso e uccide anche in Uganda, un’area geografica che molti pensavano isolata e diversa dal resto del mondo.

Mentre i casi confermati salivano a 1.079, giovedì 23 luglio il Ministero della Salute ugandese confermava la prima morte di una giovane donna trentaquattrenne, con queste parole “May her soul rest in eternal peace”. Residente nel Distretto di Namisindwa, un quartiere nella Regione orientale del paese, a metà luglio la donna è stata ricoverata in ospedale per una diagnosi di polmonite grave.

LE SCUOLE CATTOLICHE

L’accanirsi dei contagi e la diffusione del virus hanno spinto il Ministero della Pubblica Istruzione a predisporre un piano di emergenza per garantire la continuità di apprendimento a 15 milioni di studenti, che non potranno seguire regolarmente le lezioni scolastiche proprio a causa della “chiusura” introdotta nel paese; in particolare è stato stampato e diffuso un programma di acquisizione autonoma che gli studenti devono seguire senza l’affiancamento del corpo docente.

Il piano governativo dell’Istruzione ha ricevuto però critiche da alcuni rappresentanti del mondo cattolico i quali lamentano una mancanza di interlocuzione sulle modalità di implementazione dello stesso; tra questi il Reverendo Ronald Okello, segretario esecutivo dell’Educazione per la Conferenza episcopale dell’Uganda (CEU). Il suo intervento ha avuto una certa eco perché sono almeno 3.388 le scuole cattoliche in Uganda alcune delle quali sostenute direttamente dal governo.

La scuola intitolata a don Luigi Giussani a Kampala

È proprio sulla questione economica che stanno emergendo diatribe e tensioni: Okello ha chiesto a tutte le diocesi ugandesi di sospendere il pagamento degli stipendi degli insegnanti ma senza tener conto della direttiva del governo che vieta ai proprietari delle scuole private di interrompere i contratti dei dipendenti e obbligandoli a pagare gli emolumenti anche nel periodo di “chiusura”. La disposizione governativa è vincolante nonostante le restrizioni introdotte a causa della pandemia siano in vigore da molte settimane. La Conferenza episcopale ugandese (CEU) ha replicato che, senza donazioni e pagamento delle rette, le scuole cattoliche non possono permettersi di pagare gli stipendi dei dipendenti che sono a loro carico.

CHI È ROSE BUSIGNYE

Port Bell è una piccola città del Distretto di Kampala nella quale sorge una scuola cattolica molto attiva anche se di recente costruzione: la Luigi Giussani Institute of Higher Education (LGIHE) aperta nel 2012 dopo una visita di Don Julián Carrón nel Paese. Successore di don Luigi Giussani, oggi a capo del movimento di Comunione e Liberazione, Carrón incontrò la popolazione autoctona, radunata per l’occasione su iniziativa di una donna molto nota, la Memores Domini (Memores Domini è un gruppo riservato di Comunione e Liberazione, ndr) Rose Busingye, la quale raccontando la nascita dell’Istituto, di cui è fondatrice, ha dichiarato “ho cominciato a vedere che l’unico bisogno del mondo non è quello del pane ma quello dell’educazione” [1]. La Busingye, diplomata come infermiera e ostetrica negli anni ’90, è fondatrice e presidente del Meeting Point International, una organizzazione non governativa che, in aderenza agli insegnamenti della dottrina sociale della Chiesa cattolica, si pone come priorità l’assistenza alle vittime dell’HIV/AIDS, la promozione dell’istruzione e la riduzione della povertà [2].

A proposito dei Memores Domini il 26 giugno scorso si è svolto un incontro che potrà rivelarsi decisivo per il loro futuro [3], durante il quale ai rappresentanti dell’Associazione è stato consegnato il decreto di nomina di un delegato pontificio, il gesuita padre Gianfranco Ghirlanda; in qualità di commissario pontificio svolgerà il compito di guidare l’associazione nel processo di revisione del direttorio e dello statuto e contestualmente nel risanamento di alcuni problemi associativi già segnalati alla Santa Sede. L’incontro si è svolto alla presenza del cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i laici.

Ma non finisce qui. In Uganda la formazione, gestita dal mondo cattolico, si integra in quello più “profano” e laico  di organismi che operano nell’ambito della cooperazione internazionale, con lo scopo (o il pretesto) di fornire aiuti umanitari; uno di questi è l’ente no profit AVSI che, oltre a finanziare la Luigi Giussani Institute of Higher Education (LGIHE), riceve contributi, pubblici e privati, anche dall’Italia (€ 7.744.174,00 nel 2019, € 5.351.129,00 nel 2018) e dalla Conferenza episcopale italiana (1.936.987,00 nel 2019, € 1.027.229,00 nel 2018) oltre che dalla Comunità Europea [4]. La Presidente del consiglio di amministrazione è Patrizia Savi precedentemente a capo di Sea Prime e ancor prima direttore pianificazione e finanza A2A.

CANONIZZAZIONI

Un nostro contatto, che preferisce restare anonimo, ha incontrato Rose in occasione di una cena tra rappresentanti del Movimento di Comunione e Liberazione; queste alcune delle sue parole: “Per il movimento ciellino la Busingye è già la nuova Giuseppina Bakita (proclamata santa il 1° ottobre 2000 da Papa Wojtyla, ndr)  [5], viene presentata a tutti gli eventi ufficiali quali il Meeting di Rimini, gli esercizi spirituali annuali, il New York Encounter, l’Encuentro Madrid, con lo scopo di mitigare il volto razzista della casta ciellina e di promuoverla come testimonial del Movimento”. Lo stesso interlocutore ritiene che l’Uganda sia un Paese prezioso per promuovere la figura di don Luigi Giussani il cui iter canonico che introduce la causa di beatificazione e canonizzazione è iniziato nel 2012. Rose Busingye fu persino invitata nel 2009, insieme ad altri ospiti, al sinodo dei Vescovi africani, al temine del quale disse: «Quando conosci la fede tutto ti appartiene. È una mentalità nuova, persuasiva». Ne siamo persuasi.

emanuela.provera@libero.it

twitter@dentrolod

Speciale per Africa ExPress

[1] https://www.ilsussidiario.net/news/educazione/2013/11/10/uganda-rose-busingye-giussani-carr-n-e-la-passione-di-12-ragazzi-cosi-nasce-una-scuola/441590/

[2] https://www.youtube.com/watch?v=aucIkit6Bbw

[3] L’Associazione laicale Memores Domini è stata riconosciuta quale associazione internazionale di fedeli mediante decreto del Pontificio consiglio per i laici in data 8 dicembre 1988

[4] Bilancio aggregato al 31/12/2019 certificato dalla EY S.P.A

[5] http://www.bakhita.fdcc.org/canonizzazione.html

 

 

USCITO IL NUOVO NUMERO DE “GLI STATI UNITI D’EUROPA” – SCARICABILE GRATIS QUI E ANCHE SU IL FATTO.IT

per scaricare il pdf clicca qui https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/07/31/europa-ora-basta-compromessi-a-somma-zero/5886013/

Indice
editoriale
04 – roberto santaniello, una costituzione europea per la next  generation
lo stato dell’unione
07 – carolina vigo, eppur si muove
09 – aurelia ciacci, sulla rampa di lancio
12 – ilaria corsi, lo sviluppo locale e la programmazione europea 2021-2027
d’oltralpe
15 – pawel stepniewski, elezioni presidenziali, la polonia rinnega lo stato di diritto
21 – sarah lenders-valenti, futili scuse ed esigenze comprovate – e sul perché non ha senso parlare di paesi frugali
europa in rosa
26 – rossella pace, 1945, cristina casana, la “protezione delle giovani fanciulle” e l’impegno europeo
pagine federaliste
32 – paolo sylos labini, seguire una vecchia proposta
33 – hanno collaborato
 

USCITO IL N.68 DI “NONMOLLARE” – SCARICABILE GRATIS QUI E ANCHE SUL FATTO.IT

per scaricare il pdf clicca qui  o su https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/07/21/omofobia-quando-il-potere-incontra-il-fanatismo-religioso-le-prime-vittime-sono-le-persone-lgbt/5875028/

Sommario
editoriale
5. franco grillini, silvia, neghi la libertà a te stessa – lettera aperta a silvia romano
la biscondola
7. paolo bagnoli, il supermercato dei 5s
res publica
8. angelo perrone, la nuova visibilità della scienza
lettere scarlatte
10. raffaello morelli, il pli non voleva sgarbi
nota quacchera
11. gianmarco pondrano altavilla, appello e appelli
lo spaccio delle idee
12. giovanni perazzoli, le scorrettezze del “politicamente corretto”
15. valerio pocar, liberale: sostantivo o aggettivo? – dedicato ai fratelli rosselli
17. riccardo mastrorillo, l’ingenua convinzione della superiorità del privato
19. antonio pileggi, democrazia e partiti
in fondo
25. enzo marzo, la lingua tagliata
26-27. ex libris
28. comitato di direzione
28. hanno collaborato
6. bêtise d’oro
14-16-18-25. bêtise

BOLSONARO, PROFESSIONE GENOCIDA

LETTERA AGLI AMICI E AMICHE ALL’ESTERO
di Frei Betto

Care amiche e cari amici,
in Brasile si sta consumando un genocidio! Mentre vi scrivo, 16 luglio, il Covid-19, apparso da queste parti nel febbraio di quest’anno, ha già ucciso 76mila persone. Sono già 2 milioni le persone contagiate. Entro domenica prossima, 19 luglio, arriveremo a 80 mila vittime. È verosimile che in questo momento, mentre state leggendo questo mio drammatico appello, si raggiunga la soglia dei 100mila morti.
Quando penso che nella guerra del Vietnam, durata 20 lunghi anni, sono state sacrificate le vite di 58 mila militari statunitensi, mi rendo conto della gravità di quanto sta accadendo nel mio paese. Questo orrore è causa di indignazione e ribellione. E sappiamo tutti che le misure precauzionali e restrittive, adottate da tanti altri paesi, sarebbero state in grado di evitare un così elevato numero di perdite.
Questo genocidio non scaturisce dall’indifferenza del governo Bolsonaro. È intenzionale.

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SONO DI COCCIO

D’accordo finalmente con Vittorio Feltri. Il suo editoriale ci è davvero piaciuto. E’ già tutto nel titolo: “RENDIAMOCI CONTO – NON C’E’ INTEGRAZIONE CON CHI TRASGREDISCE LE NOSTRE LEGGI”. Chi potrebbe dissentire?  Eppure ci sono casi difficili da risolvere. C’è gente che, senza colpa, alle spalle ha decenni di inciviltà e di ignoranza della stessa esistenza dello stato di diritto. Non si può passare d’un balzo dall’elmo con le corna al rispetto del codice penale. Il problema dell’integrazione di Lega Ladrona si pone e tocca trovare una soluzione. Sono assai recidivi, ma non possiamo abbandonarli al loro destino e rimpatriarli a Pontida. Certo, non è bastata la “seconda chance” e hanno continuato a essere ladroni, anche molto sfacciatamente: hanno truffato lo Stato, intrallazzato con paesi esteri, nascosto i loro quattrini in Svizzera come qualunque dentista evasore. Ma come fare a integrarli se la loro passione per trasgredire la nostre leggi si tramanda da padre in figlio, da madre in governatore? Sono di coccio, rendiamocene conto…

la lepre marzolina – venerdì 7 agosto 2020

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