DA UN GOVERNO ALL’ALTRO, E POI, SE SON ROSE, FIORIRANNO!

di enzo palumbo

Ho ascoltato con attenzione le dichiarazioni rese ieri all’aula del Senato dal Presidente del Consiglio Conte, e devo dire che non mi ha affatto sorpreso la puntigliosa elencazione di tutte le slabbrature istituzionali e costituzionali che il suo vice-premier Salvini ha collezionato nei 14 mesi del governo che mi ostino a chiamare “pentaleghista”, piuttosto che “giallo-verde”, posto che nessuno dei due colori si addice a quei partiti: il giallo è il tradizionale colore dei liberali, che col M5S non hanno mai avuto nulla a che fare, e il verde è il tradizionale colore degli ecologisti, nessuno dei quali oserebbe militare nella Lega. Continua la lettura di DA UN GOVERNO ALL’ALTRO, E POI, SE SON ROSE, FIORIRANNO!

A PROPOSITO DI CONTE! con una postilla di Trilussa

di nando bonessio

Voglio, con forza, dissociarmi dall’entusiasmo mostrato da chi ieri ha assistito e ascoltato l’intervento al Senato del Premier Conte.
Non mi piace chi prende le distanze dalle azioni di cui é stato protagonista e, di fatto, scarica le proprie responsabilità da azioni concrete dopo averle approvate e compiute!

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l’ominicchio e le follie italiche………

Follie italiche: l’impiegato pubblico o il pensionato del sud che vota per l'”ominicchio” che vuole l’autonomia differenziata che sottrarrebbe loro il servizio sanitario pubblico ulteriormente disgregandolo e altri servizi sociali e il piccolo- medio imprenditore lombardo veneto che ha bisogno dell’euro e dell’Unione europea come dell’aria che respira che vota per l'”ominicchio “che preferisce il rublo di Putin. Tutto per avere qualche decina di emigrati in meno sulle navi delle ONG previa messa in scena con cadenza inframensile, mentre sulle coste e non solo ne arrivano altri invisibili che l'”ominicchio”non sa gestire lasciando per ogni dove manovalanza in nero? Aveva ragione Churchill, gli elettori sanno essere anche peggiori degli eletti. Ma qui siamo al cretinismo

NON CHIAMIAMOLO INCIUCIO

di riccardo mastrorillo

Abbiamo già ricordato come le nostre istituzioni siano improntate ad un regime di repubblica parlamentare, dove alla base e al principio di ogni azione politica vi è il mandato concesso, secondo i principi della democrazia rappresentativa, dagli elettori ai parlamentari: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.” (art. 67 della Costituzione) Continua la lettura di NON CHIAMIAMOLO INCIUCIO

sfiduciare sé stessi

I ministri della Lega che hanno presentato una mozione di sfiducia al governo non si sono dimessi e sono tuttora in carica. Dunque e senza scomodare l’Utopia di sir Thomas More, se non vivessimo nella Repubblica dello stato libero delle banane, la presidente del Senato Casellati dovrebbe dichiarare irricevibile quella mozione invitando i ministri leghisti a lasciare il campo. Così consentendo a Conte di essere sfiduciato dal senato nella ipotesi indicata come possibile se non probabile dall’Amico Enzo Palumbo. Comunque, se non altro, per non precipitare nel ridicolo di un partito, la Lega, che sfiducerebbe se stessa. Astuzia (secondo qualcuno). Una cosa miserevole e semiseria che getta ulteriore discredito sulle Istituzioni. Difendiamole queste Istituzioni contro i nuovi Hyksos!

La democrazia parlamentare e le crisi twitterannunciate

ll 12 agosto la Conferenza dei presidenti di Gruppo del Senato si è riunita per decidere quando calendarizzare la mozione di sfiducia, presentata dalla Lega, contro il governo Conte.

Al di là dell’esilarante constatazione che la Lega ha presentato una mozione di sfiducia contro il governo in cui, il suo segretario, è vicepresidente, constatiamo che questa urgente riunione dei capigruppo viene tenuta, non per un’emergenza nazionale o internazionale, ma semplicemente perché Salvini ha deciso che i parlamentari “devono muovere il culo e venire a Roma”, perché lui ha deciso che si deve votare. Continua la lettura di La democrazia parlamentare e le crisi twitterannunciate

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